Infiammazione dei testicoli: orchite
L’infiammazione di uno o entrambi i testicoli viene definite orchite. Frequentemente la causa dell’infiammazione è la diffusione di un’infezione.
È probabile che vi sia presenza di infiammazione se si presentano i seguenti sintomi:
- sangue nello sperma
- perdite dal pene
- febbre
- senso di nausea
- gonfiore ai testicoli
- dolore ai testicoli
- maggiore sensibilità ai testicoli
Alla presenza di questi sintomi è consigliabile recarsi dal medico, che attraverso una serie si esami fisici, esplorazione rettale e analisi del sangue valuterà il quadro clinico. Se necessario vi verranno prescritti altri esami, come ecografie e risonanze magnetiche, per individuare un’eventuale torsione dei testicoli, oppure esami per le malattie sessualmente trasmissibili, in caso si sospetti questo tipo di contagio.
L’infiammazione del testicolo può avere diverse cause ed evolversi in diversi modi, perciò parliamo di
- Orchite acuta
- Orchite cronica
- Orchite virale
- Orchite batterica
- Orchite tubercolare, formazione di ascessi
- Orchite granulomatosa, conseguenza di tifo, tubercolosi e sifilide
Alcuni fattori aumentano il rischio di poter sviluppare l’orchite: malformazioni ed infezioni frequenti delle vie urinarie, assenza di vaccinazione contro la parotite, età superiore ai 45 anni, ricorso ad interventi chirurgici ai genitali o al sistema urinario. A fini preventivi è fondamentale anche limitare i rapporti sessuali a rischio.
La terapia dipende da che tipo di infezione sta alla base dell’infiammazione. Se è un caso di orchite batterica è necessario ricorrere a cure antibiotiche, la cura va estesa al anche al partner (o i partner) in caso di infezioni a trasmissione sessuale.
Nel caso di orchite da virus, cioè la forma legata alla parotite, ci si concentra più sui sulla riduzione dei sintomi, attraverso antinfiammatori non steroidei, antidolorifici e riposo.
Fegato: anatomia e funzioni
Il fegato si trova all’interno dell’addome superiore tra il diaframma, il colon trasverso e lo stomaco.
Il fegato è la ghiandola più grande del corpo umano e la più importate per in corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Compreso nell’apparato digerente, si presenta con una forma cuneiforme rivestita da uno strato di tessuto connettivale, capsula di Glisson, che lo protegge e ne definisce la forma. La superficie si presenta liscia, morbida e di colore rosso scuro.
Tradizionalmente il fegato si suddivideva in lobi, oggi si preferisce individuare zone distinte in base a criteri vascolari.
Si distinguono dunque quattro settori del fegato, derivanti ognuno da una ramificazione della vena porta, e sei spazi interstiziali. Ciascun settore si suddivide a sua volta in segmenti, in tutto nove e indicati per convenzione da numeri romani (I-IX); i segmenti vengono individuati secondo le ramificazioni terziarie dell’arteria epatica, i condotti biliari e la vena porta.
Gli spazi interstiziali si definiscono fessure maggiori, se contengono vene epatiche, o in caso contrario minori.
Sulla superficie vengono convenzionalmente individuate cinque facce del fegato:
- Superiore
- Anteriore
- Destra
- Posteriore
- Inferiore
Dal punto di vista anatomico il fegato presenta inoltre una serie di legamenti peritoneali che lo mettono in connessione con gli altri organi (ex. Piccolo omento connette fegato e stomaco).
Definire sinteticamente le funzione del fegato è molto difficile, questa ghiandola lavora tantissimo e molto spesso non comprendiamo la sua importanza. Facendo un elenco, ecco quali sono le principale funzioni epatiche:
- Glucogenesi, processo che forma il glucosio per nutrire le cellule del corpo umano
- Sintesi del colesterolo, fondamentale per la sopravvivenza delle cellule, nelle giuste quantità
- Produzione di trombina e fibrinogeno
- Sintesi dei trigliceridi
- Produzione bile, sostanza che emulsiona i grassi per prepararli all’assorbimento da parte dell’intestino
- Riserva di rame, ferro e vitamina B12
- Cattura e demolizione delle sostanze tossiche (es. ammoniaca ed emoglobina)
- Durante la gravidanza, produce i globuli rossi necessari al feto.
Lavarsi troppo: rischio infiammazioni
Curare la propria igiene personale è risaputo essere buona abitudine anche per la salvaguardia del nostro benessere e della salute, a volte però può esserci un risvolto negativo: alcuni studi affermano che lavare ossessivamente le nostre parti del corpo può provocare rischi come l’insorgere di infiammazione o patologie croniche.
Uno studio della Nortwestern University afferma che un terzo del campione della popolazione statunitense presenta un accesso di proteina C-reattiva questa, indispensabile per combattere le infezioni, se presente in alte quantità espone maggiormente i soggetti a malattie croniche da infiammazione (diabete, demenza e disfunzioni cardiovascolari). La correlazione tra eccesso di igiene e delle proteina è testimoniata dal fatto che i soggetti che presentano maggiori quantità di PCR hanno elevati standard di pulizia.
Lo studio citato è solo uno tra i tanti che tentano di diffondere questa tesi: l’ossessione nei confronti dell’igiene indebolisce le nostre difese naturali, eliminare tutti i batteri presenti nel nostro corpo può causare disfunzioni serie. Oltre a quelli già citati, si sono ipotizzati legami anche con disturbi come la dermatite
, alcune patologie intestinali, allergia ed alterosclerosi.
Terapie Ambulatoriali
La terapia ambulatoriale prevede la cura del paziente attraverso sedute che si svolgono in un ambulatorio o uno studio medico, al termine delle quali il paziente può tornare a casa senza dover affrontare la degenza ospedaliera. L’incontro può essere singolo, oppure in base alla modalità del trattamento, si possono prevedere una serie di incontri periodici.
Tale pratiche è ormai affermata in tutte le specializzazioni della medicina dalla dermatologia, attraverso gli interventi laser, all’oncologia con chemio e radio terapie.
Possiamo includere tra le terapie ambulatoriali anche le sedute di tecniche manuali, discipline della medicina non convenzionale.
Si decide di ricorrere a questa forma di cura quando non è necessaria la presenza di personale plurispecializzato; vediamo di seguito alcuni esempi di trattamenti ambulatoriali specializzati:
- visite e diagnostica cardiologica
- Diagnostica per immagine (radiologia, ecografia, mammografia)
- Laboratorio di analisi
- Laser
- Ecocolordoppler e laserdoppler
- Riabilitazione bariatrica.
Terapie manuali: prevenire, analizzare e intervenire sui disturbi dell’apparato muscoloscheletrico
Con terapia manuale si intende quell’insieme di tecniche volte a prevenire, analizzare e intervenire sui disturbi dell’apparato muscoloscheletrico. L’operatore lavora con le proprie mani sul paziente, senza il ricorso ai farmaci. Le terapie manuali sono in forte espansione, negli ultimi anni abbiamo assistito all’affermazione di numerose tecniche tutte differenti tra loro. Possiamo citarne alcune quali l’osteopatia, il massaggio miofasciale ed il bendaggio elastico.
Il trattamento manuale prevede innanzitutto una fase di valutazione generale, dove vengono analizzati e correlati i sintomi e le anomalie dell’apparato locomotore del soggetto. Dopo aver definito il quadro clinico, anche con il supporto di altre diagnosi mediche si decide quali tecniche adottare al fine di trattare i sintomi e risolvere problemi di ipomobolità o ipermobilità delle diverse parti interessate. Spesso per il mantenimento del paziente, il terapista indica esercizi da svolgere autonomamente.
Abbiamo già citato alcune tecniche manuali, vediamo ora come si differenziano l’una dall’altra e i loro differenti campi di applicazione:
- Osteopatia: si focalizza sui disturbi che riguardano il sistema muscolo scheletrico. Non agisce mai attraverso la prescrizione dei farmaci, ma manipolando le parti del corpo in modo da potenziarle per compensare il disturbo. L’osteopata lavora sul corpo, che crede essere capace di recuperare attraverso questi stimoli, cercando attraverso la normalizzazione manuale di risolvere le cause profonde, non alleviando esclusivamente le sintomatiche.
- Massaggio miofasciale: questa pratica si focalizza solo sui muscoli del corpo e prevede una forte pressione da parte dell’operatore, l’obiettivo è una maggiore tonificazione ed elasticità muscolare; è importante in seguito a periodi lunghi di immobilità post trauma o ingessatura, in questi casi il massaggio è spesso localizzato alla zona interessata. Come azione preventiva è più comune invece ricorrere ad un massaggio completo.
- Bendaggio elastico: si attivano in questo caso il sistema circolatorio e quello neurologico. La corretta applicazione della benda riesce a correggere il comportamento dei muscoli, ripristinandone la giusta tensione, a favorire la circolazione dei fluidi venosi e linfatici, a far diminuire il dolore e a riallineare correttamente l’articolazione.
La gravidanza e le sue fasi
Con gravidanza si intende il periodo di gestazione della donna, che dura in media 266 giorni (28 settimane) e si conclude con il parto.
Definire l’inizio preciso della gravidanza è molto difficile, anche la medicina si divide: l’Organizzazione Mondiale della Sanità individua l’inizio della gravidanza con il momento in cui l’embrione si impianta nell’endometrio dell’utero; altri lo fanno risalire alla fecondazione, momento in cui lo spermatozoo entra nell’uovo maturo nella tuba di Falloppio. Per prescindere da queste posizioni diverse, il conto delle settimane di gestazione si fa partire dal giorno in cui è iniziata l’ultima mestruazione, in questo periodo il ciclo non si presenta nella maggioranza dei casi e per tutta la durata della gravidanza.
A partire dalla seconda settimana di gestazione è possibile capire, attraverso la presenza degli ormoni beta-HCG nel sangue e nelle urine, se una donna è incinta.
Il periodo della gravidanza può essere diviso in diverse fasi:
- Periodo germinale, la fecondazione avviene nella parte ampollare della tuba di Falloppio, qui lo spermatozoo, grazie al rilascio di enzimi litici, riesce a penetrare all’interno dell’ovulo dove immette il DNA paterno. Questa nuova cellula, definita zigote, si sposta lungo la tuba per arrivare nell’utero, continuando a fondere i cromosomi materni a quelli paterni. In 24 ore avviene un processi di moltiplicazione delle cellule che vanno a formare quello che viene definito embrione, impiatatosi a questo punto nell’endometrio uterino.
- Periodo embrionale, tra la 2 e l’8 settimana si sviluppano le basi di tutti gli apparati necessari a sostenere le funzionalità vitali.
- Periodo fetale, dopo 8 settimane si parla feto, a questo punto tutte le parti del corpo interne ed esterne si definiscono piano piano, a garanzia di una corretta funzionalità dell’organismo.
- Parto, fase finale in cui la donna espelle naturalmente o attraverso l’aiuto della chirurgia, il feto e gli annessi fetali.
Mestruazioni e dolori mestruali
La fase di pubertà per una ragazza prevede la comparsa della prima mestruazione, menarca, che indica l’inizio della sua periodo fertile che si protrarrà fino alla menopausa. Se a 16 non si è ancora presentato questo fenomeno è consigliabile consultare un medico che andrà ad approfondire le cause di questa amenorrea primaria.
Biologicamente la mestruazione rappresenta una perdita di sangue, attraverso la vagina, proveniente dallo sfaldamento dell’endometrio, la parte più interna dell’utero, che avviene quando al suo interno non si deposita un ovulo fecondato.
Queste perdite si presenteranno ciclicamente ogni 28 giorno, anche se il ciclo mestruale, soprattutto all’inizio è spesso irregolare. La durata è in media di 4-5 giorni, durante i quali si perdono dai 20 ai 70 ml di sangue; da soggetto a soggetto le caratteristiche sono molto diverse, si può presentare una mestruazione abbondante, ipermenorrea, oppure un flusso scarso, ipomenorrea.
Oltre all’irregolarità del ciclo è frequente tra le donne di tutte le età avere delle mestruazioni dolorose: la dismenorrea, termine tecnico per indicare i forti dolori che colpiscono ventre gambe e schiena, può essere accompagnata da altri disturbi come giramenti di testa, gonfiore e dolore al seno, lombalgia, nausea, diarrea, perdita di forze e sbalzi di umore.
Le cause dei dolori mestruali distinguono:
- Dismenorrea primaria, assenza di una causa fisiologica, si presenta soprattutto nei primi anni del ciclo e tende a scomparire con l’età adulta.
- Dismenorrea secondaria, si manifesta come conseguenza di irregolarità degli organi genitali interni; questi sintomi accompagnano l’età fertile per tutta la sua durata oppure compaiono all’improvviso. Le problematiche fisiologiche più comuni sono endometriosi, presenza di tumori benigni o maligni, restringimento della cervice uterina e adenomiosi.
Allergia: disturbo del sistema immunitario
L’allergia è un disturbo che coinvolge il sistema immunitario, causato dalla reazioni eccessive di alcuni anticorpi a sostanze solitamente innocue. Dal momento in cui il soggetto è esposto all’allergene la reazione è nella maggior parte dei casi immediata.
La concentrazione di soggetti allergici è maggiore nei paesi maggiormente industrializzati, questo ci fa capire quanto le allergie, oltre ad una predisposizione genetica ed ereditaria, hanno una base anche ambientale (qualità dell’aria, clima etc.).
La manifestazione delle allergie avviene solitamente nei primi 5 anni di vita, superata questa soglia è minore la possibilità di svilupparne poi in futuro.
Innanzi tutto vediamo come possiamo venire a contatto con la sostanza:
- Il soggetto ingerisce la sostanza
- Il soggetto respira la sostanza
- Contatto esterno con la sostanza
Si osserva poi la tipologia di manifestazione al contatto
- Allergia localizzata (asma, infiammazione degli occhi, prurito, reazioni gastrointestinali e sindrome orale allergica);
- Allergia generalizzata (shock anafilattico, orticaria e gonfiore esteso della cute)
È importante che le allergie non vengano confuse con le intolleranze alimentari, queste infatti sono provocate dal sistema immunitario e si manifestano subito dopo esser venuti a contatto con l’allergene, mentre le intolleranze coinvolgono il metabolismo e prevedono una reazione infiammatoria alle sostanze che in un lungo periodo vengono introdotte nell’organismo.
Batteri: organismi unicellulari
I batteri sono organismi unicellulari che penetrano all’interno delle nostre cellule alterandone le funzionalità e diffondendo, in alcuni casi, infezioni. Le patologie batteriche possono essere trasmesse attraverso un contatto diretto o tramite la contaminazione di oggetti.
Per superare il problema della resistenza agli antibiotici si procede ai vaccini preventivi (pertosse, tentano), che difendono il corpo in caso di attacchi batterici.
Non bisogna dimenticare che alcune famiglie di batteri (probiotici), hanno un ruolo positivo e fondamentale per le nostre funzionalità. Sono responsabili ad esempio del corretto funzionamento dell’intestino, concorrono alla produzione di enzimi e vitamine e ci difendono dalla presenza di sostanze nocive.
Cosa sono i virus
I virus sono microrganismi composti da materiale genetico inglobato in un involucro proteico, sono parassiti ed attaccano ogni sorta di essere vivente, tra cui l’uomo.
Essi si insinuano nelle nostre cellule per riprodursi, diffondendo così infezioni nel corpo. Le tipologie di virus sono molteplici in natura, tra quelle che colpiscono maggiormente l’uomo abbiamo il virus che causa influenza, quello che causa il raffreddore, i virus respiratori e gli adenovirus (circoscritti inizialmente alle adenoidi).
Curare un’infezione da virus è complicato, i farmaci non sono molto efficaci, perciò si attuano delle campagne preventive che consigliano il vaccino.













