giacomo

MASTOIDITE: Quando le cellule del mastoide si infiammano o si infettano, spesso a causa di un’infezione irrisolta dell’orecchio medico come l’otite media, causano lo sviluppo della mastoidite

La mastoidite è un’infezione batterica del mastoide.
L’osso mastoide, che si trova dietro l’orecchio, è costituito da spazi d’aria che aiutano l’orecchio medio nella sua azione drenante.
Quando le cellule del mastoide si infiammano o si infettano, spesso a causa di un’infezione irrisolta dell’orecchio medio come l’otite media, causano lo sviluppo della mastoidite.
Quando la mastoidite raggiunge la fase acuta, l’infezione può diffondersi fuori dal mastoide, causando gravi complicazioni per la salute.

Sintomi mastoidite


Una fitta di dolore con immediata fuoriuscita di liquido caldo dal canale uditivo possono accompagnare o precedere un’infezione dell’orecchio.
I sintomi possono includere:
• Febbre;

• Irritabilità;

Gonfiore del lobo dell’orecchio;

• Arrossamento dell’orecchio;

• Drenaggio dell’orecchio;

• Sporgenze nell’orecchio.

La mastoidite colpisce generalmente i bambini, ma può affliggere anche gli adulti.
Alcune persone soffrono di mastoidite cronica, causando un drenaggio persistente dell’orecchio.

Cause mastoidite


La mastoidite si sviluppa a causa di un’infezione dell’orecchio medio.
I batteri possono viaggiare nelle celle d’aria dell’osso mastoideo.
Una cisti nell’orecchio medio può bloccare il drenaggio dell’orecchio, causando mastoidite.

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MONONUCLEOSI: Il virus si diffonde attraverso la saliva, che è la ragione principale per cui la mononucleosi viene chiamata “malattia del bacio

La mononucleosi infettiva è un’infezione causata dal virus Epstein-Barr.
Il virus si diffonde attraverso la saliva, che è la ragione principale per cui la mononucleosi viene chiamata “malattia del bacio”.
La mononucleosi si verifica con più frequenza tra i 15 e i 17 anni, anche se può accadere a qualsiasi età.

I sintomi di mononucleosi includono:

• Febbre

• Mal di gola

Gonfiore delle ghiandole linfatiche

• Ingrossamento della milza, ma in casi meno frequenti.

Problemi gravi sono solitamente molto rari e la maggior parte delle persone si sente meglio tra la seconda e la quarta settimana, anche se permane un senso di stanchezza per circa un mese.
La mononucleosi viene diagnosticata attraverso un esame del sangue.
Il trattamento comprende farmaci antidolorifici e per la febbre, gargarismi di acqua salata, molto riposo e bere abbondanti quantità di liquidi.

La mononucleosi infettiva viene spesso correlata a un’altra infezione, l’infezione da citomegalovirus ed è una patologia piuttosto comune. L’infezione si diffonde attraverso:

• Trasfusioni di sangue;

• Trapianto di organi;

• Goccioline prodotte durante la respirazione;

• Saliva;

• Contatto sessuale;

• Urina.

La maggior parte delle persone centrano in contatto con il citomegalovirus durante la loro vita, ma in genere solo gli individui con sistema immunitario indebolito si ammalano. Le persone sane possono invece sviluppare una sindrome molto simile alla mononucleosi solo se l’infezione da citomegalovirus è molto acuta.
Il citomegalovirus è un tipo di herpes virus che una volta entrato all’interno del corpo vi rimane tutta la vita. Quando il sistema immunitario si indebolisce il virus si riattiva causando i sintomi dell’infezione.
I sintomi dell’infezione da citomegalovirus: Continua a leggere

FARINGITE: chiamata più comunemente mal di gola, provoca dolore e prurito della gola e rende spesso molto doloroso l’atto di deglutizione

La faringite, chiamata più comunemente mal di gola, provoca dolore e prurito della gola e rende spesso molto doloroso l’atto di deglutizione.

Tra le cause di faringite troviamo:

Infiammazione della faringe, ossia la parte posteriore della gola posta tra le tonsille i la laringe, che causa gonfiore.

Infezione virale come il raffreddore oppure l’influenza. Alcuni virus inoltre possono provocare specifici tipi di mal di gola, come nel caso della mononucleosi.

Batteri, molto spessi streptococchi di gruppo A.

La maggior parte dei casi di faringite si verificano nel periodo invernale e spesso è di tipo virale.

I sintomi di faringite includono:

• Mal di gola, che è il sintomo principale;

• Febbre;

• Mal di testa;

• Dolori articolari e dolori muscolari;

• Eruzioni cutanee;

Gonfiore dei linfonodi del collo.

La diagnosi di faringite sarà compiuta dal medico, che osserverà la gola del paziente e procederà con un tampone faringeo. Ulteriori esami possono essere richiesti, a seconda della causa del mal di gola che viene sospettata dal medico. Continua a leggere

FILIPPO BORIANI

Chirurgo Plastico

Istituto Rizzoli Bologna
Dottorando Universita’ di Bologna

LAVORA PRESSO :

Prima Clinica, Prof Sandro Giannini

Istituto Ortopedico Rizzoli, Universita’ di Bologna
Via Barbiano 1/10
40136 Bologna

Telefono : 329 7604660
Email:  borianifilippo@gmail.com

Curriculum vitae

Bologna, Agosto 2012

Cognome: Boriani

Nome: Filippo

Data di nascita ed eta’: 12/12/1977, 34 anni

Sesso: maschile

Status Civile: sposato con un figlio

Indirizzo: viale A. Aldini, 23
40136 Bologna, Italia

Tel: 051 330763
Fax: 051 581066
Cell: +39 329 7604660/+44 778 7081600
Email: borianifilippo@gmail.com
Cittadinanza: Italiana

Educazione:

Luglio 1996. Diploma di Maturita’ presso il Liceo Classico Luigi Galvani (Bologna) con 60/60. Premiato con 8 borse di studio per profitto in Matematica, Latino, Greco e Italiano.

Ottobre 2002. Universita’ di Bologna, Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Laurea in corso con Lode in Medicina e Chirurgia.
Aree di interesse: Chirurgia Generale e Plastica.
Tesi: “I carcinomi del canto orbitario interno”. (Pubblicata sul British Journal of Dermatology 2007)

Relatore: Professor Carlo Cavina.

Febbraio 2004: Master in Chirurgia Testa & Collo presso Universita’ di Bologna.

Gennaio 2009: Universita’ di Torino, Facoltà di Medicina e Chirurgia.
Specializzazione in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica con Lode 70/70 e Menzione Speciale del Direttore di Scuola. Tesi di specializzazione sperimentale prodotta all’Istituto di Anatomia, Universita’ di Nizza e finanziata dall’ Universita’ di Torino: “Leg perforator and leg length: an anatomic study focusing on topography and angiogenesis” (pubblicata su Clinical Anatomy, 2010)

Novembre 2011: Marsiglia, Francia, conseguimento dell’Esame Europeo European Board of Plastic Reconstructive and Aesthetic Surgery (EBOPRAS).

Posizioni correnti:

“PhD student” presso l’Universita’ di Bologna con il progetto: “Orthoplastic surgical approach to open fractures of the lower limbs: a multicentric prospective study”, studio prospettico di coorte coinvolgente l’IstitutoRizzoli, l’Ospedale Maggiore, il Frenchay Hospital di Bristol (Regno Unito) e il Jinnah Hospital di Lahore (Pakistan).

Attivita’ assistenziale come Chirurgo Plastico e della Mano presso Istituto Ortopedico Rizzoli, Seconda Divisione, Prof Sandro Giannini, Bologna.

Posizioni Passate:

Esperienze prelaurea:
1999. Due mesi presso il reparto di Chirurgia Vascolare, Policlinico S.Orsola, Bologna.
1999. Un mese di frequenza a tempo pieno in Terapia Intensiva, Policlinico di Bratislava, Slovacchia.
2000-2001. Frequenza presso i reparti di Chirurgia Generale, Bologna.
2000. Un mese presso il reparto di Chirurgia, Policlinico San Cecilio, Granada, Spagna.
Da Maggio 2001 fino alla laurea, frequenza presso l’Unita’ Operativa di Chirurgia Plastica, Policlinico S. Orsola, Universita’ di Bologna.

Esperienze postlaurea:
Da Novembre 2002 ad Aprile 2003 tirocinio semestrale obbligatorio pre-Esame di Stato. Frequenza a tempo parziale in Ginecologia ed Ostetricia, Chirurgia Generale, Anatomia Patologica, Pronto soccorso e due mesi in Gastroenterologia.

Dalla laurea fino a Maggio 2004 frequentatore a tempo pieno presso l’Unita’ Operativa di Chirurgia Plastica, Policlinico S. Orsola, Universita’ di Bologna e Chirurgo Assistente per due Chirurghi Plastici in ambito privato (Chirurgia Estetica).

Da Giugno 2004 fino a Novembre 2004 “Honorary fellow” finanziato da una borsa di studio dell’ Universita’ di Bologna presso il reparto di Chirurgia Plastica, Frenchay Hospital, Bristol, Regno Unito e Chirurgo Assistente per due Chirurghi Plastici in ambito privato (Chirurgia Estetica).

Da Maggio 2006 a Novembre 2006 “Honorary fellow” finanziato da una borsa di studio dell’Ordine dei Medici di Bologna presso l’Istituto Ivo Pitanguy e vari altri reparti di Chirurgia Plastica, sotto la Direzione del Prof Pitenguy, Rio de Janeiro, Brasile (Santa Casa da Misericordia, Hospital da Plastica, INCA: Instituto Nacional do Cancer, Instituto de Microcirugia Recostrutiva, Hospital dos servidores do Estado, Hospital pediatrico Menino Jesus), negli ambiti di Microchirurgia, malformazioni congenite, ustioni, Chirurgia della Mano, Testa & Collo, ricostruzione mammaria.
Frequenza in varie cliniche private di Chirurgia Estetica, a Rio de Janeiro.

Da Novembre 2004 a Gennaio 2009 specializzando presso il reparto di Chirurgia Plastica, Universita’ di Torino e ancora in contatto con il reparto dell’Universita’ di Bologna.
Da Gennaio a Febbraio 2009 Specialista presso il reparto di Chirurgia Plastica, Ospedale Maria Vittoria, Torino.
Da Febbraio a Dicembre 2009 “Clinical Fellow” presso il reparto di Chirurgia Plastica, Frenchay Hospital, Bristol, Regno Unito.

Da Dicembre 2009 a Marzo 2011 “Specialist Registrar” presso il reparto di Chirurgia Plastica, Frenchay Hospital, Bristol, Regno Unito.

Da Marzo a Ottobre 2011 “Specialist Registrar” presso il reparto di Chirurgia Plastica, University Hospital of North Durham, Durham, Regno Unito.

“Clinical Research Fellow” microvascolare presso il reparto di Chirurgia Plastica, Ospedale Universitario di Ghent, Belgio, da Novembre 2011 a Febbraio 2012, finanziato da EURAPS (European Association of Plastic Surgery).

Esperienza clinica e capacità:

Esperienza chirurgica operatoria:
Come primo operatore oltre 1000 interventi maggiori in anestesia generale e oltre 1000 interventi ambulatoriali.
Oltre 1000 operazioni come secondo chirurgo, in tutti i campi di chirurgia plastica e della mano.
Capacita’ di svolgere guardie attive come primo operatore per urgenze e traumi di chirurgia della mano, incluse fratture e lussazioni.

Buona esperienza in rimodellamento corporeo, ricostruzione mammaria, lembi, chirurgia della mano, ustioni, oncologia cutanea, labiopalatoschisi, chirurgia craniofacciale, chirurgia estetica.

Marzo 2003, Universita’ di Roma: corso pratico di microchirurgia sperimentale.
Allenamento in anastomosi vascolari e nervose su ratti.
Giugno 2003, Universita’ di Ancona: corso pratico di microchirurgia sperimentale.
Allenamento in anastomosi vascolari e nervose su tacchini morti.
Ottobre 2003. Assistenza medica ai turisti presso Hotel a Capo Verde, Africa.

Da Dicembre 2003 a Maggio 2004 guardie mediche e pronto soccorso durante weekend e notti.

Da Gennaio 2003 a Gennaio 2004: Universita’ di Bologna: Master di II livello completato in Gennaio 2004, con borsa di studio Europea: “Chirurgia Demolitiva e Ricostruttiva in Oncologia Craniofacciale, con particolare riferimento alle tecniche microchirurgiche”.

Novembre 2005, Universita’ di Udine: corso pratico di microchirurgia.

Dicembre 2005, Universita’ di Liegi, Belgio: corso pratico su cadavere di lembi e rimodellamento corporeo.

Marzo 2005, Parigi, Francia: corso pratico su cadavere di chirurgia Testa & Collo.

Ottobre 2006, Rio de Janeiro, Brasile: corso di rinoplastica aperta.

Ottobre 2007, Barcellona, Spagna: corso pratico su cadavere di chirurgia estetica Testa & Collo.

Gennaio-Settembre 2008, Nizza, Francia: tesi sperimentale su cadavere: anatomia topografica vascolare dei lembi perforanti di gamba.

Settembre-October 2009, Regno Unito: corsi ATLS e “Care of the Critically Ill Surgical Patient “.

Maggio 2010, Bristol, Regno Unito: corso di fissazione delle fratture di mano.

Premi:

Otto premi durante il Liceo per profitto in Italiano, Latino, Greco e Matematica.
Nel 2004 borsa Leonardo dall’Universita’ di Bologna.
Nel 2005 borsa dell’Ordine dei Medici di Bologna per perfezionamento estero.
Nel 2009 menzione speciale al Congresso della Societa’ Italiana di Microchirurgia (Modena), per la presentazione su “Anatomy of leg perforators”.
Nel 2009 borsa dall’Universita’ di Torino per tesi di specializzazione all’estero.
Nel 2011 borsa EURAPS per fellowship microvascolare, Policlinico Universitario di Ghent Belgio.
Nel 2012 finanziamento dalla fondazione BeautifulABC (After Breast Cancer) diretta dal Prof. Philip Blondeel di Ghent, Belgio, per uno studio anatomico su cadavere dello stroma connettivale mammario.

Affiliazioni

British Association of Plastic Reconstructive and Aesthetic Surgery.
Societa’ Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica.
Societa’ Italiana di Chirurgia della Mano
Societa’ Italiana di Microchirurgia.
Plastic Surgery Trainees Association.

Revisore scientifico per le riviste:
Plastic Reconstructive Surgery
Journal of Plastic Reconstructive and Aesthetic Surgery

Esperienza di insegnamento:

Insegnamento continuativo dai primi anni post-laurea a:

• Studenti di Medicina durante la frequenza nei reparti di Chirurgia Plastica.
• Neolaureati che iniziano tirocinio e specializzazione in Chirurgia Plastica.
• Infermieri.
L’insegnamento avviene in reparto, in ambulatorio ed in sala operatoria, in quanto supervisiono spesso chirurghi piu’ giovani, sempre nella massima sicurezza per il
paziente. Inoltre insegno sotto forma di lezioni frontali, tutorials, discussione di scenari clinici e articoli.
Seguo studenti laureandi nella redazione della tesi di laurea.
Durante la specializzazione presso l’Universita’ di Torino, insegnavo chirurgia plastica mediante laser a colleghi ed infermieri, regolarmente ogni settimana per un anno.
Presso il Frenchay Hospital di Bristol, ho preparato e svolto completamente per conto mio dodici sessioni di insegnamento su argomenti di chirurgia plastica, 30 minuti ciascuna.
Ho partecipato ed organizzato Journal Club ed Anatomy Club.

Considero l’insegnamento e la trasmissione del sapere umano un’alta priorità’. La collaborazione con dottori più giovani o studenti di medicina nel produrre studi scientifici è per me un’attività essenziale e di routine.

Attualmente sta progettando insieme ai suoi tutors Prof Sandro Giannini e Prof Nicola Baldini, sessioni di insegnamento e corsi di Microchirurgia e Chirurgia della mano al microscopio e su animale, presso lo stabulario di Istituto.

Management:

Ero parte del Comitato Scientifico alla prima conferenza della Societa’ Italiana di Chirurgia Plastica per la Grande Obesita’, Torino, Novembre 2005.

Ricerca:

Ricerche correnti:

Progetto di PhD con l’Universita’ di Bologna: “Orthoplastic surgical approach to open fractures of the lower limbs: a multicentric prospective study”.

Studio di outcome: “Acral lentiginous Melanoma: late diagnosis or more aggressive nature?”

Studio cadaverico su “Lo scheletro connettivale della mammella”.

L’arancio di acridina come terapia selettiva contro le cellule staminali tumorali nei sarcomi.

Composite autologous and allogenic nerve grafts in murine models of lesions of the sciatic nerve.

L’integrazione di antiossidanti orali in associazione alla decompressione del nervo mediano nei diabetici: studio randomizzato controllato.

Pubblicazioni:

1. Boriani F, Khan U, Baldini N. Orthoplastics: an evolving concept for integrated surgical care of complex limb trauma and pathology. Plastic Reconstructive Surgery. In press.
2. Boriani F, Granchi D, Baldini N. Epineurotomy of the median nerve in carpal tunnel release: a systematic review and an attempt of metanalysis. European Orthopaedics and Traumatology. In press.
3. Boriani F, OLeary F, Tohill M, Orlando A. Acral Lentiginous Melanoma -Misdiagnosis, referral delay and 5 year survival. Submitted to Journal of Plastic Reconstructive and Aesthetic Surgery.
4. Bogetti P, Boriani F et al. A retrospective study on mesh repair alone vs. mesh repair plus pedicle flap for large incisional hernias. European Rev Med Pharmacol Sciences. In press.

5. Sterodimas A, Boriani F, Illouz G et al. Thirtyfour Years of Liposuction: Past, Present & Future. European Rev Med Pharmacol Sciences. In press.

6. Sterodimas A, Boriani et al. Autologous fat transplantation versus adipose derived stem cells enriched lipograft: a study. Aesthet Surg J 2011; 1;31:682-93.
7. Boriani F, Warr R, Ascione R. Industrial approaches to adipose stem cells engineering. In Adipose Stem cells and Regenerative Medicine. by Illouz G and Sterodimas A, Springer, Berlin 2011.
8. Boriani F, Fraccalvieri M, Bruschi S, Cipriani R. Leg perforator and leg length: an anatomic study focusing on topography and angiogenesis. Clin Anat 2010; 23: 593-605.
9. Boriani F, Bogetti P. Lower leg perforators and bone growth. Plast Reconstr Surg 2009; 123: 1134-5.
10.Bruschi S, Bogetti P, Bocchiotti MA, Kefalas N, Boriani F, Marchesi D, Verga M, Fraccalvieri M. Congenital mammary asymmetry: classification and treatment. Ann Ital Chir, 2007; 78: 177-82.

11.Fraccalvieri M, Datta G, Bogetti P, Verna G, Pedrale R, Bocchiotti MA, Boriani F, Obbialero FD, Kefalas N, Bruschi S. Abdominoplasty after weight loss in the morbid ly obese patients: a 4-year clinical experience. Obes Surg 2007; 17: 1319-24.12.Kefalas N, Boriani F, Bellezza E, Bruschi S. Aulus Cornelius Celsus and his premodern patho-physiologic notions on obesity-associated morbidity and mortality. Obes Rev 2008; 9: 87.

13.Verna G, Kefalas N, Boriani F, Carlucci S, Choch I, Bocchiotti MA. 6 11LaunoisBensaude Syndrome: an unusual localization of obesity disease. Obes Surg 2008; 18: 1313-7.

14.Boriani F Bocchiotti MA. A simple device for vacuum assisted closure therapy in noncontiguous wounds. J Plast Reconstr Aesthet Surg 2008; 61: 1058.

15.Datta G, Bellezza E, Obbialero FD, Boriani F Calf silicone implants: preventing and treating displacement. J Plast Reconstr Aesthet Surg 2008; 61: 1391-2.

16.Bogetti P, Boriani F, Marchesi SD, Baglioni E. Transpectoral surgical access to the completely submuscular implant pocket in immediate breast reconstruction. J Plast Reconstr Aesthet Surg 2008; 61: 1390-1.

17.Boriani F, Taveggia A, Cravero L. Obesity and body contouring: contemporary lessons from a historical example. Obes Surg 2005; 15(8):1218.

18.Boriani F, Marconi F. Basal cell carcinomas of the inner canthus: risk of recurrence according to a new topographic classification. Br J of Dermatol 2007; 157: 1301-2.

19.Boriani F, Orlando A., Labia Minora Reduction: a review of the literature and a case report. Riv. Ital. Chir Plast, 2005; 37: 169-73.

20.Datta G, Boriani F. et al. The plastic surgeon in the treatment of obesity. Obes Surg 2006 Jan; 16(1):5-11.

21.Datta G, Boriani F et al. Body contouring after weight loss in morbid obesity: Gain in health and leap in psychosocial functioning. Obes Surg. 2006 May;16(5):673.

22.Bogetti P., Boriani F. et al. Aesthetic role of the surgically rebuilt inframammary fold for implant-based breast reconstruction after mastectomy. J Plast Reconstr Aesthet Surg, 2007; 60: 1225-32.

23.Bruschi,S, Boriani F, Cravero L, Obbialero FD, Kefalas N et al. An atypical use of hydrocolloidal plate dressings: a quick template for reconstructive surgery. Ann Plast Surg 2006; 57: 356.

24.M. Verga, G. Verna, F.Boriani, M.A. Bocchiotti,S. Bruschi, E. Morelli. An epic expert of hand neurosurgery: Homer ” J Plast, Reconstr Aesthet Surg, 2007; 60: 1272.
25.Verna G, Boriani F, Taveggia A. Inclusion of a skin strip into Goldstein’s myomucosal flap for labial reconstruction: a case report. J Plast Reconstr Aesthet Surg, 2006; 59: 1398-401.

26.Taveggia A., Boriani F., Early treatment of en Cyrano angioma. Chirurgia, 2005; 18: 521-2.

27.Cravero L., Taveggia A., Boriani F., Bruschi S., Osteomyelitis: a possibile diagnostic mistake after vacuum-assisted therapy. . J Plast Reconstr Aesthet Surg 2006; 59(11): 1250-1.

28.Taveggia A., Cravero L., Boriani F. et al. Treatment of osteomyelitis through VAC therapy: our clinical experience. [Italian]. Acta Vulnologica: 2005: 3; 67.

29.Cravero L., Boriani F. et al. Treatment of wounds through VAC therapy: our clinical experience. [Italian]. Acta Vulnologica 2005: 3; 77.

30.Cravero L., Taveggia A., Boriani F. et al. Osteomyelitis as possibile diagnostic mistake after VAC therapy. [Italian]. Acta Vulnologica 2005: 3; 103.

31.Verna G., Boriani F. et al. The treatment of pharyngostomes with myocutaneous flaps: a 10-year clinical experience. [Italian] Riv Ital Chir Plastica 2004:36; 103-106.

32.Bruschi S, Bocchiotti MA, Boriani F, Bellezza E, Fraccalvieri M. Il trattamento delle perdite di sostanza dei tessuti molli del piede mediante la VAC terapia: nostra esperienza clinica. Chir del Piede 2007; 31: 53-9.

33.Choch I, Boriani F, Carlucci S, Bocchiotti MA. Casistica d’istituto di carcinomi spinocellulari presso ospedale di Novara. Chirurgia 2008; 21: 63-5.

34.Margara A, Boriani F et al. Frequency rhythmic electrical modulation system in the treatment of diabetic ulcers. Preliminary encouraging report. Chirurgia 2008; 21: 311-4.

35.Bruschi S, Boriani F et al. Galea-including forehead flap for nasal lower one third reconstruction. Ann Plast Surg 2009; 63: 67-70.

36.Bruschi S, Boriani F et al. Limb contouring after weight loss: functional rather than esthetic improvement. Obes Surg 2009; 19: 407-11.

37.Boriani F, Guiot C ‘Self-sustainable’ gym clubs tackling obesity: ‘exercise’ for ‘energy’. Exerc Sport Sci Rev 2008; 36: 212.

38.Verna G, Boriani F et al. The Tripier reverse flap for upper eyelid reconstruction. Ann Ital Chir 2009; 80: 311-3.

39.Pitanguy I, Boriani F et al. A 10 year experience with the surgical treatment of radial polydactyly. Ann Ital Chir 2008; 79: 441-4.

40.Sterodimas A, Boriani F, Bogetti P, Radwanski HN, Bruschi S, Pitanguy I. Junior plastic surgeon’s confidence in aesthetic surgery practice: a comparison of two didactic systems. J Plast Reconstr Aesthet Surg. 2010 63: 1335-7.

41.Boriani F, Degano K, Bruschi S. Basic surgical practice on discarded adipocutaneous flaps in massive weight loss surgery. J Plast Reconstr Aesthet Surg. 2010 Feb; 63(2):e186. Epub 2009 Apr 2

42.Datta G, Boriani F, Degano K, Carlucci S, Ferrando PM, Verna G Combination of two long-pedicled myocutaneous flaps for closure of a complex contralateral dorsal defect. Ann Thorac Surg. 2009 Jun;87(6):1930-3.

43.Boriani F et al. Acral lentiginous Melanoma: late diagnosis or more aggressive nature? Sottomesso al Journal of Plastic Reconstructive and Aesthetic Surgery.

44.Morselli P, Boriani F. Eumorphic Plastic Surgery for the treatment of dysmorphopathies. Comment to the Viewpoint: Should Plastic Surgeons Operate on Patients Diagnosed with Body Dysmorphic Disorder?. (In press) Plastic Reconstructive Surgery.

Conferenze:

Frequenza regolare a conferenze di Chirurgia Plastica sia nazionali sia internazionali.
Coinvolgimento come relatore o come collaboratore nelle seguenti presentazioni:

Il trattamento chirurgico della polidattilia radiale, una casistica decennale presso l’Ospedale Bambino Gesu’ di Rio de Janeiro.”
SICM Padova, Ottobre 2012

Is there any objective benefit in performing epineurotomy of the median nerve in carpal tunnel release? a meta-analysis of modern clinical practice. SICM Padova, Ottobre 2012

Leg perforator and leg length: an anatomic study focusing on topography and angiogenesis. BAPRAS, London, December 2010

Il chirurgo plastico nel trattamento delle ferite da morso di cane. Meeting annuale dei veterinari di Torino. Torino, Marzo 2005.

Stadiazione e protocolli per le ferite croniche. Wound care meeting Asti, Giugno 2005.

Trattamento dell’ osteomielite mediante VAC: nostra esperienza clinica.
Trattamento delle ulcere mediante VAC: nostra esperienza clinica. Osteomielite come possibile errore diagnostico dopo VAC. Tutti e tre presentati al primo Meeting annuale della Associazione Italiana per le Ulcere Cutanee, Torino, Settembre 2005.

Trattamento delle ulcere croniche mediante terapia Lorenz: un incoraggiante report preliminare.
Importanza estetica della ricostruzione del solco sottomammario dopo mastectomia. Tutti e due presentati al Congresso Annuale della Societa‘ Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, Genova, Ottobre 2005.

L’addominoplastica dopo calo ponderale nella grande obesita’: la nostra esperienza di quattro anni. Primo Congresso della Societa’ Italiana di Chirurgia Plastica per la Grande Obesita’, Torino, Novembre 2005.

Lembi Perforanti: nostra esperienza dipartimentale. Primo Congresso Italiano sui Lembi Perforanti, Bologna, Dicembre 2006.

Accesso chirurgico transpettorale alla tasca protesica completamente sottomuscolare nella ricostruzione mammaria immediata. Congresso Annuale della Societa‘ Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, Bari, Ottobre 2007.

Il chirurgo plastico nel trattamento delle ferite da morso di cane.

Un confronto di due differenti terapie basate sulla pressione negativa: VAC e VISTA.
Malattia di Launois-Bensaude: un tipo inusuale di obesita’ distrettuale.

Allomioplastica addominale secondo Ramirez e lembi dermici per ernie incisionali: un confronto di due gruppi di pazienti.

Iniezione di grasso come trattamento in seguito all’esposizione di pace-makers in chirurgia cardiologica. Tutti i sovracitati lavori presentati al Congresso Annuale della Societa‘ Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, Napoli, Ottobre 2008.

Leg perforator and leg length: an anatomic study focusing on topography and angiogenesis. Congresso Annuale della Societa’ Italiana di Microchirurgia, Modena,
Ottobre 2009.

Leg perforator and leg length: an anatomic study focusing on topography and angiogenesis. Secondo Congresso Italiano sui Lembi Perforanti, Bologna, Dicembre 2010.

Obiettivi professionali e personali:

Vi sono svariate aree a cui mi sono maggiormente dedicato e che mi interessa particolarmente sviluppare:

-Chirurgia ricostruttiva mediante lembi liberi e microchirurgia.

-Chirurgia plastica traumatologica ed ortoplastica

-Chirurgia degli arti, incluso Sistema Nervoso Periferico

-Chirurgia mediante uso di cellule staminali adipose adulte
Mi interessano anche chirurgia sperimentale, ricerca chirurgica ed insegnamento chirurgico teorico-pratico. Spero di diventare un membro produttivo di un gruppo di ricerca.

Esperienze di lavoro non medico e interessi:

Ho insegnato in palestre nel passato.
Sono stato un language partner per studenti Americani a Bologna.
Ho prestato attivita’ di volontariato in un’organizzazione di pronto soccorso e trasporto di feriti e malati dal 1998 per 3 anni. Qui ho fatto un corso di BLS.
Amo sci, equitazione, arte e letteratura, geografia e lingue. Suono il piano e adoro la musica. Ho una passione particolare per la cucina. Ho una personalita’ amichevole e socievole. Mi considero un lavoratore entusiasta e ben organizzato.

Lingue:
Italiano: madrelingua.
Inglese: ottimo (Cambridge First Certificate in 1994). Oltre due anni trascorsi in Regno Unito (2009-2011).
Spagnolo: buono scritto, intermedio parlato.
Francese: buono scritto, intermedio parlato.
Portoghese: buono scritto, buono parlato.

Referenti Accademici:
Nicola Baldini, Professore di Malattie dell’Apparato Locomotore, Universita’ di Bologna

Indirizzo: Prof Nicola Baldini

Responsabile Laboratorio di Fisiopatologia Ortopedica e Medicina Rigenerativa
Istituto Ortopedico Rizzoli
Via G.C. Pupilli, 1
Bologna 40136
Tel: +39 0516366252 Fax: +39 051 6366748
E-mail: nicola.baldini@ior.it

Umraz Khan Professore di Chirurgia Plastica e Consultant Plastic Surgeon, Frenchay
Hospital, Bristol, UK.
Address: Prof Mr Umraz Khan

Dept. of Plastic Surgery, Frenchay Hospital
Frenchay Park Road
Bristol BS16 1LE, UK
Tel.: +44 117 3402118 Fax.: +44 117 3403846

E mail: umraz.khan@nbt.nhs.uk

Paolo Morselli, Professore di Chirurgia Plastica, Universita’ di Bologna

Address: Prof. Paolo Morselli
Unità Operativa di Chirurgia Plastica, Policlinico S. Orsola
via Massarenti 9, Bologna 40138
Tel: +39-051-6363614 Fax: +39-051-6363641
E-mail: paolo@morselli.info

Stefano Bruschi (Direttore Scuola di Specializzazione), Professore di Chirurgia
Plastica Universita’ di Torino.

Address: Prof Stefano Bruschi
Istituto di Chirurgia Plastica, Università di Torino
Ospedale San Lazzaro
Via Cherasco, 23, Torino 10126
Tel: +39-011-6336923 Fax: +39-011-6603403

E mail: mail@stefanobruschi.com

Referenti Clinici:

Attualmente: Prof. Sandro Giannini, Professore Ordinario di Ortopedia Universita’ di
Bologna e Direttore della Clinica Ortopedica e Traumatologica II
Istituto Ortopedico Rizzoli
Via Pupilli, 1
40136 Bologna
Tel: 051-583217
E mail: sandro.giannini@ior.it

Matt Erdmann Direttore, Consultant Plastic Surgeon, University Hospital North Durham

Indirizzo: Mr Matt Erdmann
Dept. of Plastic Surgery, University Hospital North Durham
North Road
Durham DH1 5TW, UK
Tel.: +44 191 333 2839
E mail: matt.erdmann@cddft.nhs.uk

Antonio Orlando Consultant Plastic Surgeon, Frenchay Hospital, Bristol.

Indirizzo: Mr Antonio Orlando
Dept. of Plastic Surgery, Frenchay Hospital
Frenchay Park Road
Bristol BS16 1LE, UK
Tel.: +44 117 3402118 Fax.: +44 117 3403846

E mail: antonio.orlando@nbt.nhs.uk

Riccardo Cipriani, Direttore, Unita’ Operativa di Chirurgia Plastica, Policlinico S. Orsola.

Indirizzo: Dr. Riccardo Cipriani
Unità Operativa di Chirurgia Plastica, Policlinico S. Orsola
via Massarenti 9, Bologna 40138
Tel: +39-051-6363614 Fax: +39-051-6363641
E-mail: cipric1@yahoo.it

APPENDICITE TRATTAMENTO: Una volta effettuata una corretta diagnosi di appendicite, in genere viene eseguita una appendicectomia

Una volta effettuata una corretta diagnosi di appendicite, in genere viene eseguita una appendicectomia. Gli antibiotici vengono somministrati di solito anche prima dell’intervento e subito dopo che l’appendice è stata rimossa.
Esiste un caso di appendicite, definita “appendicite confinata”, poiché localizzata in una piccola area, che può essere trattata con la sola terapia antibiotica. In caso di degenerazione, l’appendice può essere rimossa anche successivamente.
Quando l’appendice risulta rotta in qualche punto e il paziente non se ne accorge per giorni, si crea di solito un ascesso o la perforazione appendicolare. Se l’ascesso è di piccole dimensioni, può essere trattato inizialmente con antibiotici, ma di solito richiede un drenaggio. In questo modo il pus può fluire dall’ascesso a fuori del corpo. L’appendice può essere rimossa solo dopo diverse settimane o mesi dalla risoluzione dell’ascesso. Questo periodo vene chiamato intervallo di appendicectomia e viene effettuato per evitare un secondo attacco di appendicite.
L’appendicectomia è una piccola incisione che viene effettuata sulla pelle e nell’addome sopra l’area dell’appendice. Dopo aver esaminata l’area interessata ed essersi accertato dell’assenza di ulteriori problemi, il chirurgo procede con la rimozione dell’appendice. La rimozione prevede di liberare l’appendice dal mesentere con cui si attacca all’addome e al colon, di tagliare l’appendice dal colon, svuotare il pus se è presente un ascesso e richiudere l’incisione addominale.
Tra le nuove tecniche chirurgiche viene promossa la laparoscopia poiché il dolore post operatorio è limitato e il ritorno alle normali attività è presto.
Dopo l’intervento, se non si verifica una rottura dell’appendice, il paziente viene rimandato a casa dopo uno o due giorni. In ospedale vengono inoltre somministrati antibiotici per via endovenosa in modo da combattere le infezioni e risolvere eventuali ascessi.
Data la difficoltà della diagnosi, capita talvolta di rimuovere un’appendice sana, questo perché in casi di scelta è sempre meglio rimuovere un’appendice di aspetto normale che non trattare prontamente un caso di possibile appendicite che potrebbe condurre a stati patologici più gravi.
Le complicazioni più comuni di appendicectomia sono l’infezione della ferita e l’ascesso.
Non si sa con certezza l’importanza del ruolo dell’appendice negli anziani e nelle persone adulte. Non ci sono problemi gravi o a lungo termine che possono nuocere alla salute dei pazienti operati di appendicite anche se è notato un leggero aumento di certi tipi di malattie come ad esempio il morbo di Crohn.

APPENDICITE DIAGNOSI: La diagnosi di appendicite viene effettuata con un esame fisico e mettendo insieme tutte le informazioni fornite dal paziente al medico

La diagnosi di appendicite viene effettuata con un esame fisico e mettendo insieme tutte le informazioni fornite dal paziente al medico. I pazienti spesso risultano avere febbre elevata e percepiscono un dolore forte quando il medico spinge nella parte inferiore destra del loro addome. Il dolore è peggiore quando il medico rilascia rapidamente la mano dopo una leggera pressione sul ventre, proprio sopra l’area interessata.
Altri dettagli da tenere in considerazione per una corretta diagnosi di appendicite sono:

• Numero di globuli bianchi. Il numero di globuli bianchi nel sangue cresce di solito enormemente con l’infezione. Anche nelle prime fasi del processo, può essere osservato un lieve aumento della quantità dei globuli bianchi. Tuttavia l’appendicite non è l’unica patologia che causa un aumento dei globuli bianchi, ma questo fenomeno è caratteristico di quasi tutte le infezioni e le infiammazioni. Pertanto un elevato numero di globuli bianchi da solo non può confermare una diagnosi di appendicite.

• Analisi delle urine. L’analisi delle urine è un esame microscopico delle urine che rileva i globuli rossi, i globuli bianchi e i batteri presenti nelle urine. Quando si verifica uno stato infiammatorio l’esame delle urine è di solito anormale anche perché l’appendice si trova molto vicino sia all’uretere che alla vescica. Tuttavia la maggior parte delle persone con appendicite risulta avere un esame delle urine normale, quindi anche questo test da solo non è efficace.

• Radiografia addominale. La radiografia addominale può rilevare l’ostruzione che blocca l’apertura appendicolare.

• Ultrasuoni. Gli ultrasuoni sono in grado di identificare l’ingrossamento o l’ascesso dell’appendice.

• Clisma opaco. Un clisma opaco è una radiografia di prova in cui viene inserito del liquido di bario nel colon fino a riempirlo. Questo test mostra la parte dell’appendice dove l’infiammazione si è diffusa.

• Tomografia computerizzata. La TAC, nei pazienti che non sono in stato di gravidanza, è utile nella diagnosi di appendicite e per escludere altre malattie addominali o pelviche che possono colpire l’appendice.

• Laparoscopia. La laparoscopia è una procedura chirurgica in cui un piccolo tubo a fibre ottiche e dotato di telecamera viene inserito nell’addome attraverso una piccola fessura fatta dal medico sulla parete addominale. La laparoscopia consente una visione diretta dell’appendice e degli altri organi addominali e pelvici. Se viene trovato il punto dell’infiammazione, l’appendice può essere rimossa. Questo test, a differenza della TAC o della radiografia, richiede l’iniezione di un anestetico totale. Continua a leggere

APPENDICITE CAUSE E COMPLICAZIONI: origine dell’appendicite sia dovuta al blocco dell’apertura dell’appendice sul cieco

APPENDICITE: LA PATOLOGIA E LE CAUSE


Appendicite significa letteralmente infiammazione dell’appendice. Si pensa che l’origine dell’appendicite sia dovuta al blocco dell’apertura dell’appendice sul cieco. La chiusura può essere causata da un accumulo di muco denso all’interno dell’appendice oppure dalle feci che giungono all’appendice a partire dal cieco. Il muco o le feci si induriscono e bloccano l’apertura. In alcuni casi, può succedere che sia lo stesso tessuto linfatico dell’appendice a gonfiarsi e bloccare quindi l’apertura dell’appendice. Avvenuta la chiusura, i batteri che normalmente si trovano all’interno dell’appendice, cominciano a invadere e infettare la parete dell’appendice. Si verifica così la risposta del corpo all’infezione, l’infiammazione, nel tentativo di bloccare i batteri e distruggerli. Altri studiosi reputano invece la causa dell’appendicite la rottura iniziale dell’appendice, seguita dalla diffusione dei batteri al di fuori dell’appendice stessa. La causa di tale rottura non è identificata con certezza, ma potrebbe essere collegata ai cambiamenti che si verificano nel tessuto linfatico come per esempio l’infiammazione della parete dell’appendice.
Se l’infiammazione e l’infezione si propagano attraverso la parete dell’appendice, può verificarsi una rottura dell’appendice. In questo caso l’infezione potrebbe diffondersi in tutta la parte addominale, anche se solitamente si limita a una piccola area che circonda l’appendice.
Se l’infezione e l’infiammazione non si sono propagate lungo tutto l’addome, il corpo riesce a contenere e a guarire autonomamente l’appendicite senza necessità di un trattamento chirurgico. Anche il dolore, l’infiammazione e tutti i sintomi correlati possono scomparire. Questo caso avviene in particolare nei pazienti anziani e quando vengono somministrati degli antibiotici. Dopo lungo tempo dall’episodio di appendicite sventato, il paziente potrebbe notare un nodulo p una piccola massa nella parte bassa dell’addome, sulla parte destra. Questo grumo è dovuto probabilmente alla formazione di cicatrici durante la guarigione, ma deve essere controllato dal medico dal momento che potrebbe far sospettare la presenza di un cancro in quell’area. Continua a leggere

APPENDICITE: L’appendicite si verifica quando i batteri invadono e infettano le pareti dell’appendice

L’appendice è una struttura di piccole dimensioni di forma simile a verme e si attacca al colon.
L’appendicite si verifica quando i batteri invadono e infettano le pareti dell’appendice.
Le complicazioni più comuni correlate all’appendicite sono l’ascesso e la peritonite.
I sintomi più comuni di appendicite sono: dolore addominale, perdita di appetito, nausea e vomito, febbre e indolenzimento nella parte dell’addome.
La diagnosi di appendicite viene di solito appurata sulla base di esami fisici condotti dal medico, ma altri esami diagnostici come l’analisi delle urine, la radiografia addominale, l’ecografia o la TAC possono essere d’aiuto per dare un giudizio corretto.
Data però la varietà delle dimensioni e della posizione dell’appendice, oltre alla vicinanza dell’appendice stessa ad altri organi, può risultare difficile distinguere l’appendicite da altre patologie addominali o pelviche.
Il trattamento per appendicite prevede di solito antibiotici oppure un intervento chirurgico, nei casi più gravi, per rimuovere l’appendice. Le complicazioni che possono succedere all’operazione chirurgica sono una ferita o un eventuale ascesso.

APPENDICE: CENNI ANATOMICI


L’appendice è un tubo stretto e chiuso lungo diversi centimetri che si attacca alla prima parte del colon, detta cieco, e la sua forma ricorda molto quella di un verme. Il nucleo centrale e aperto dell’appendice drena nel cieco. Il rivestimento interno dell’appendice produce una quantità di muco che scorre attraverso il nucleo centrale e aperto dell’appendice fino a raggiungere il cieco. La parete dell’appendice contiene liquido linfatico, che partecipa alla produzione di anticorpi in relazione al sistema immunitario del corpo. Come vale per il colon nel suo complesso, anche la parete dell’appendice è dotata di uno strato muscolare, che tuttavia resta poco sviluppato.

TRATTAMENTO E PROGNOSI DELLA PERITONITE: Il modo migliore per prevenire le complicanze gravi di peritonite è quello di rivolgersi ad un medico non appena i sintomi si presentano

Il trattamento migliore è senza dubbio la prevenzione. Il modo migliore per prevenire le complicanze gravi di peritonite è quello di rivolgersi ad un medico non appena i sintomi si presentano. Potrebbe essere necessario un intervento chirurgico per eliminare la fonte di infezione, come un’appendice infiammata, o per riparare una lesione nelle pareti del tratto gastrointestinale e biliare.
Gli antibiotici vengono somministrati per controllare l’infezione, uccidere i batteri ed evitare la propagazione dell’infezione ad altri organi. Gli antibiotici che vengono prescritti possono variare in base alla tipologia di peritonite e all’organismo da cui l’infezione si è scatenata.
La peritonite, essendo molto pericolosa, deve necessariamente essere trattata da un medico e non con erbe e integratori. Tuttavia le terapie complementari possono essere utilizzate assieme alla medicina convenzionale nel momento in cui la peritonite si riduce. È necessario però consultare sempre il proprio medico o un operatore sanitario per farsi fornire una lista di erbe o integratori che possono essere implementati alla cura.
Possono aiutare il recupere della peritonite le seguenti abitudini:

• Mangiare cibi antiossidanti tra cui frutta, come mirtilli, ciliegie e pomodori, e verdura, come la zucca e i peperoni;

• Mangiare cibi ricchi di vitamina B e di calcio, come mandorle, fagioli, cereali integrali e verdure a foglia scura, come spinaci e cavoli;

• Evitare cibi raffinati come pane bianco, pasta e soprattutto zucchero; Continua a leggere

PERITONITE: infiammazione del peritoneo, la sottile membrana che riveste la parete addominale e copre gli organi interni

La peritonite è un’infiammazione del peritoneo, la sottile membrana che riveste la parete addominale e copre gli organi interni. L’infiammazione è causata da un’infezione batterica o fungina proprio di questa membrana. Esistono due tipologie principali di peritonite:

La peritonite primaria, causata dalla diffusione di un’infezione originata dal sangue e dai nodi linfatici verso il peritoneo. Questo tipo di peritonite è molto raro e rappresenta meno dell’uno per cento di tutti i casi di peritonite.

La peritonite secondaria, che rappresenta il caso più comune di peritonite ed è causata dalla diffusione dell’infezione nel peritoneo a partire dal tratto gastrointestinale o biliare.

Entrambi i casi di peritonite sono molto gravi e possono essere pericolosi per la vita se non vengono trattati rapidamente.

SEGNALI E SINTOMI DELLA PERITONITE

I segnali e i sintomi più comuni per la peritonite sono:

Gonfiore e indolenzimento del ventre, accompagnato da dolore lieve o acuto;

• Febbre e brividi di freddo;

• Perdita di appetito;

• Sete;

• Nausea e vomito;

• Diuresi ridotta;

• Inabilità dell’intestino di trasformare il cibo in feci.

CAUSE DELLA PERITONITE


La peritonite primaria è in genere causata da malattie del fegato. Il fluido si accumula nell’addome e crea un ambiente propizio per far crescere i batteri. Continua a leggere