Sonnambulismo: definizione e consigli utili

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Definizione di Sonnambulismo

SonnambulismoQuando si parla di sonnambulismo ci si riferisce ad un disturbo benigno che tende a risolversi nel tempo in maniera spontanea. Questa condizione generalmente si manifesta nei soggetti che ne sono affetti nell’arco delle prime 2 ore di sonno notturno. Il sonnambulismo porta il soggetto a compiere azioni e ad assumere atteggiamenti di cui lui non ha consapevolezza poiché nonostante il movimento fisico egli continua a dormire. Le azioni che il sonnambulo svolge a sua insaputa possono essere differenti, può infatti iniziare a camminare, può alzarsi e mettersi seduto sul letto perfino ad occhi aperti, si veste, va in bagno per lavarsi, utilizza addirittura la televisione, il tutto per una durata che oscilla massimo tra i 10 e i 20 minuti, difficilmente gli episodi possono estendersi ulteriormente, ma al risveglio il soggetto non ricorda assolutamente niente di tutto ciò che ha fatto. Fra le altre cose è possibile che il soggetto sonnambulo compia azioni aggressive, che possa mettersi a parlare o a pronunciare parole incomprensibili, soprattutto se si tenta di svegliarlo. E’ importante essere cauti e non infastidire il sonnambulo poiché essendo in uno stato di incoscienza potrebbe diventare pericoloso soprattutto per se steso.

Incidenza: Il sonnambulismo, soprattutto in fase di crescita, sembra essere un disturbo diffuso, specialmente nei bambini che possono aver manifestato un episodio di questo tipo, almeno una volta nella vita. Infatti si parla di circa un 30% di casi riscontrati, e un 6% per gli episodi ricorrenti. Il disturbo può coinvolgere la fascia di età prevalentemente tra i 4 e i 12 anni, per poi risolversi spontaneamente con l’età adolescenziale. Molto più raramente, circa il 2% dei casi, sono stati riscontrati episodi di sonnambulismo che ricorrono anche in età adulta.

Cause: Il sonnambulismo è una condizione di ordine genetico ed ereditario, questo significa che nella maggior parte dei casi coloro che ne soffrono hanno avuto almeno un parente in famiglia con lo stesso tipo di disturbo. Inoltre per lo più le cause del sonnambulismo vengono attribuite a fattori di tipo emotivo come lo stress o altri fattori psicologici, ma anche altri tipi di problematiche come la febbre alta, riposo di cattiva qualità e l’abuso di bevande alcoliche o sostanze stupefacenti.

Sintomi:  Gran parte della sintomatologia è stata descritta precedentemente, nei bambini in particolare, il sonnambulismo li può portare a spostarsi nel letto dei genitori e dei fratelli per continuare lì il loro riposo, talvolta tendono anche ad accendere la luce, il tutto, ricordiamo, sempre in modo inconsapevole e spesso ad occhi aperti. Anche i bambini possono compiere azioni pericolose come salire o scendere le scale, possono soffrire di enuresi, ovvero potrebbero fare pipì a letto e soffrire particolarmente d’ansia. Quando il sonnambulismo è una condizione frequente può manifestarsi anche per due volte a settimana.

Trattamento e consigli utili:  Il sonnambulismo viene diagnosticato riportando al medico gli episodi accaduti, e può rivelarsi necessario l’utilizzo di strumenti come il video-polisonnografia nel caso in cui il sonnambulismo possa essere legato ad episodi di epilessia. E’ importante educare i genitori dei bimbi sonnambuli ad un regolare ciclo di sonno per i loro figli, gli orari devono essere rispettati in modo tale da non avere un ritmo di sonno instabile, non è infatti salutare far dormire poco o troppo i bambini. Inoltre è possibile insegnare ai bambini alcune tecniche di rilassamento come la concentrazione sul proprio respiro. Vi sono poi casi in cui il sonnambulismo può diventare una problematica di tipo clinico ovvero quando si presenta con parasonnia, con episodi di amnesia, difficoltà ad alzarsi al mattino e difficoltà ad addormentarsi la sera, quando i sintomi diventano cronici e gli episodi di sonnambulismo si manifestano con una certa regolarità, e quando questi si presentano in momenti specifici della notte. Se tutti questi fattori e i disturbi del sonno dovessero essere presenti, si interviene attraverso un protocollo di risveglio notturno programmato per una o più settimane a seconda dell’esigenza. Benché questa possa sembrare una tecnica molto impegnativa, è altrettanto vero che risulta essere molto efficace, e il bambino viene svegliato un po’ prima dell’orario in cui si manifestano gli episodi di sonnambulismo. Dopo averlo svegliato il bimbo deve essere rimesso a riposo. Si interviene invece con le terapie farmacologiche sempre in caso di frequenza elevata degli episodi e soprattutto nel caso in cui il soggetto metta a rischio la sua incolumità, in tal caso vengono solitamente prescritti farmaci come il clonazepam, il diazepam o l’imipramina, che riducono il sonno profondo della 3° e 4° fase. Se il bambino viene sottoposto spesso a condizioni di stress o forti eventi emotivi, può essere utile un percorso con uno psicologo dell’infanzia.  Inoltre è importante sapere che il sonnambulo non deve mai essere svegliato per evitare di provocargli forti shock, al contrario deve essere riaccompagnato nella sua stanza e indotto al riposo.

Consulta anche: Sonnambulismo – Wikipedia

Photo credits: www.geneticdisorders.info - www.todaysparent.com