Aprassia: definizione e consigli utili

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Definizione di Aprassia

Aprassia

L’ Aprassia è una condizione in cui i pazienti non riescono a coordinare i movimenti a causa della difficoltà di riuscire a programmarli mentalmente.

L’Aprassia è una condizione neurologica nella quale si presentano dei deficit motori a causa dei quali il paziente non riesce ad eseguire correttamente delle azioni precise o ne compie alcune del tutto insensate. Questo disturbo è dovuto ad una incapacità o difficoltà di elaborare e programmare i movimenti volontari e spesso la persona che ne è affetta non è consapevole di tale condizione. Letteralmente questo termine indica l’impossibilità di fare/controllare. Le cause che comportano questa patologia dipendono da altre malattie come ad esempio ictus, adistonia, atassia, discinesia tumori cerebrali, morbo di Alzheimer, malattie psicotiche ma anche lesioni a carico dell’emisfero sinistro, il quale svolge la funzione di coordinare le azioni motorie. L’aprassia coinvolge di solito gli arti superiori e il paziente tende a manifestare i seguenti comportamenti:

  • sostituzione di un movimento rispetto a quello necessario
  • gestualità insolita rispetto ad un’azione specifica
  • mancanza di passaggi rispetto ad una precisa azione
  • l’azione viene svolta in modo articolato e complesso
  • ripetizione dello stesso gesto
  • scoordinazione momentanea
  • utilizzo erroneo delle mani o delle dita come fossero esse stesse degli oggetti

L’aprassia è una patologia che si presenta con frequenza maggiore in pazienti cerebrolesi fino al 30% dei casi e viene classificata in differenti forme:

  • ideomotoria: questo tipo di aprassia è dovuta a lesioni cerebrali rispetto all’emisfero sinistro per esempio da trauma del corpo calloso, traumi al lobo parietale, lesioni frontali della regione laterale pre-motoria che comportano la difficoltà di interpretare sul piano pratico il gesto da effettuare benché sia molto chiaro nella mente della persona.
  • ideativa: aprassia che comporta la difficoltà di eseguire le azioni nella successione temporale richiesta, di conseguenza il paziente non riesce ad organizzare nella mente i passaggi utili al fine dell’azione da svolgere. Questa condizione si presenta a seguito di eventuali lesioni nella corteccia premotoria e nella corteccia secondaria parietale.
  • costruttiva: tipo di aprassia nella quale il paziente non riesce ad interpretare e immaginare eventuali figure tridimensionali e bidimensionali e tendenzialmente è dovuta a lesioni cerebrali a carico di entrambi gli emisferi o di uno solo dei due.
  • buccofacciale: per il paziente risulta impossibile effettuare azioni con la bocca, la faringe e il collo. In questo caso le zone coinvolte sono emisfero sinistro e regione prerolandica e postrolandica.
  • tronco: in questo caso le difficoltà del paziente sono nell’incapacità di sedersi o alzarsi e l’aprassia è a carico del tronco.
  • verbale:  coinvolge la bocca e di conseguenza la difficoltà nell’articolare le parole e condurre un dialogo normale vengono meno.

Come abbiamo visto fino ad ora, l’aprassia non è una condizione direttamente interessata al movimento o all’azione, piuttosto all’organizzazione e il coordinamento di quest’ultimi.

Trattamento e consigli utili: Naturalmente la gravità di questa condizione patologica dipende dalla natura delle lesioni o delle altre condizione che la favoriscono. Per coloro che soffrono di aprassia è importante potersi rivolgere a figure professionali come i logopedisti ed i terapisti fisici i quali possono intervenire attraverso la riabilitazione con approcci sostitutivi e restitutivi. Il trattamento farmacologico è escluso poiché non ne esiste ancora uno specifico per l’aprassia. In alcuni casi, circa l’80%, l’aprassia può risolversi spontaneamente, si tratta della forma di aprassia definita come ideomotoria, purtroppo non si può dire lo stesso per tutte le altre forme, le quali al contrario in alcuni casi e con l’avanzare dell’età tendono a peggiorare.

Consulta anche: Aprassia – Wikipedia
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Photo credits: www.autismepicenter.com - www.mayoclinic.org