Salmonella: definizione e trattamento

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Definizione e cura per la Salmonella

Salmonella

La Salmonella è un’intossicazione, generalmente di tipo alimentare provocata dall’ingerimento di cibi contaminati da batteri e può provocare differenti sintomi.

La Salmonella, o Salmonellosi, è un’intossicazione di tipo alimentare provocata dal batterio Salmonelle enteritidis o Salmonella typhimurium, particolarmente diffuso in natura. Il batterio può essere trasmesso dopo aver consumato cibi infetti, attraverso il contatto con stoviglie, cucine, acqua, uova e carni crude, ma anche semplicemente dal terreno. Questa condizione è fonte di sintomi aggressivi che colpiscono l’intestino causando nausea e vomito ma anche febbre. La salmonellosi si trasmette anche dalle feci di animali, in particolare da rettili, mucche, volatili, lucertole, iguane e tartarughe. La salmonella non sempre però causa dei sintomi o fa ammalare le persone, tuttavia è importante prestare attenzione alle proprie abitudini specie in presenza di bambini i quali sembrano essere i soggetti maggiormente a rischio. Il batterio della salmonella in America colpisce oltre 50.ooo persone all’anno. Esiste poi un tipo di salmonella detta tifoidea, prevalentemente diffusa in paesi in via di sviluppo, presente esclusivamente negli esseri umani, condizione più rara che può essere trasmessa soltanto attraverso il contatto diretto con le feci della persona che ne è affetta. In generale comunque entrambi i tipi di salmonella comportano sintomi come emicrania, sonnolenza, febbre alta, dolore addominale, diarrea, stato confusionale e anche eruzioni cutanee. La salmonella può essere presente anche in alimenti come i molluschi, pesce e in generale nei crostacei, nelle salse a base di uova crude, latte,  nei prodotti alimentari non pastorizzati. Il batterio si diffonde maggiormente in ambienti affollati come scuole, ospedali, sale d’attesa ecc. Vi sono poi altri fattori di rischio che contribuiscono alla diffusione del batterio, tra questi l’abitudine a non lavarsi le mani dopo aver utilizzato cibi crudi, il contatto diretto con le feci di animali, il consumo di latte non pastorizzato, alterazioni a carico della flora intestinale, pH gastrico alterato, il consumo di cibi non adeguatamente conservati, infiammazioni, età infantile, età avanzata, abuso di antibiotici, assunzione di farmaci corticosteroidei, scarsa igiene. I sintomi della salmonellosi compaiono solitamente a distanza di circa 3 giorni dal contagio del batterio, e tendono a risolversi spontaneamente dopo una settimana circa. La salmonella di tipo tifoidea risulta invece più pericolosa perché è causa anche di polmoniti, infezioni o meningiti. I soggetti maggiormente a rischio sono persone affette da HIV, da anemia falciforme, pazienti privi di milza o con milza malfunzionante, e che assumono trattamenti per la cura contro il cancro.

Trattamento e consigli utili: Importantissimo lavarsi le mani dopo aver trattato cibi crudi, ma anche prima di cucinare, il batterio della salmonella non sopravvive ad alte temperature, quindi è sempre bene cuocere i cibi, o al contrario esporli a temperature al di sotto dei 5°C. La refrigerazione impedisce al batterio di proliferare ed è utile per distruggerlo così come la cottura. Si consiglia di lavare bene frutta e verdura poiché in alcuni casi il batterio potrebbe averle contaminate. Il trattamento per la cura invece prevede la somministrazione di antibiotici, paracetamolo in caso di febbre e crampi addominali. Bere molti liquidi in caso di diarrea e vomito per evitare la disidratazione.

Consulta anche: Salmonella – Wikipedia

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Photo Credits: vopros.ua - www.webmd.com