Sindrome di Reye: definizione e trattamento

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Sindrome di Reye

La Sindrome di Reye è una patologia grave, maggiormente frequente nei bambini, che solitamente viene scatenata dal principio attivo dell’aspirina.

Definizione della Sindrome di Reye.

La Sindrome di Reye è una patologia grave, maggiormente frequente nei bambini, che solitamente viene scatenata dal principio attivo dell’aspirina.

La Sindrome di Reye comporta delle conseguenze molto pericolose per la salute, fino al decesso, per questo motivo i bambini al di sotto dei 12 anni non devono assumere aspirina, e comunque ne è sconsigliato l’uso frequente. Questa malattia favorisce l’ipoglicemia, malattie a carico dell’encefalo, infiammazione epatica, e coma e per essere curata deve essere diagnosticata in tempi rapidi. Nonostante che la causa principale sembra associata all’assunzione di aspirina, pare che la patologia si presenti anche in bambini che non hanno mai assunto il medicinale, tuttavia questa è una condizione meno diffusa. Quando l’acido acetilsalicilico (aspirina) viene rilasciato nell’organismo per contrastare raffreddore, influenza o varicella, sembra andare in conflitto con le tossine rilasciate dal virus di queste malattie, per tanto il principio attivo viene potenziato scatenando una reazione eccessivamente dannosa. Vi sono poi altre condizioni meno diffuse che comportano la sindrome di Reye come ad esempio l’esposizione a sostanze tossiche e insetticidi, o ancora disordini ereditari del metabolismo, condizioni ancora più rare. E’ importante sapere che l’acido acetilsalicilico è presente non soltanto nell’aspirina ma anche in altri farmaci, tra i quali:

  • aspirinetta
  • ac acet
  • alkaeffer
  • ascriptin
  • cardioaspirin
  • vivin c
  • salicina

La sindrome di Reye tende a manifestarsi a distanza di circa 3-5 giorni dall’assunzione del medicinale, e come già detto, soprattutto nei bambini con età inferiore ai 12 anni. La sintomatologia generalmente prevede:

La sindrome di Reye molto raramente si manifesta in pazienti adulti, e anche nei casi in cui questo avvenga, le condizioni di salute non sono particolarmente a rischio poiché la malattia tende a risolversi spontaneamente e il paziente guarisce perfettamente entro 15 giorni dalla comparsa della malattia. I bambini invece devono essere seguiti con cura poiché il recupero della salute è più lento e complesso e ricordiamo che la sindrome di Reye deve essere considerata come una condizione patologica da trattare con urgenza.

Rimedi e consigli utili:  Nella maggior parte dei casi, un bambino affetto da sindrome di Reye deve essere necessariamente ricoverato in ospedale per essere seguito con attenta osservazione medica, in alcuni casi può essere necessaria la terapia intensiva. Il trattamento terapeutico consiste nel limitare il più possibile l’infiammazione e i sintomi che comporta, soprattutto per evitare lesioni e deterioramenti interni a carico degli organi e a livello cerebrale ed epatico. In alcuni pazienti può verificarsi una disidratazione  in tal caso si interviene con la somministrazione di liquidi per via endovenosa. Al fine di evitare lesioni ed emorragie interne può essere associata l’assunzione di vitamina K. E’ possibile poi che  il medico ritenga opportuno l’assunzione di antibiotici per combattere virus e batteri in caso di infezioni. Se vi sono tossine presenti nell’organismo del paziente affetto da sindrome di Reye, egli può assumere anche lassativi per eliminarle. In alcuni casi la patologia può compromettere le normali funzioni respiratorie per tanto può essere necessario l’utilizzo di un tubo endotracheale. Naturalmente la sindrome di Reye non deve assolutamente essere sottovalutata e il paziente deve rimanere a riposo durante tutta la fase del trattamento terapeutico per consentire al meglio la guarigione. In caso di influenza i bambini possono assumere paracetamolo piuttosto che aspirina.

Consulta anche: Sindrome di Reye – Wikipedia