Narcolessia: definizione

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NarcolessiaDefinizione di Narcolessia.

La narcolessia è un disturbo patologico di tipo neurogico che comporta una continua sensazione di sonnolenza quotidiana e improvvisi episodi di sonno.

Una persona che soffre di narcolessia tende ad addormentarsi improvvisamente più volte durante il giorno, anche se è coinvolto in qualche attività impegnativa, si tratta di un bisogno eccessivo di dormire che non è possibile contrastare. Gli episodi di sonno improvviso si presentano soprattutto in fasi in cui il soggetto è rilassato, dopo i pasti o in momenti nei quali le attività che sta svolgendo sono ripetitive. Ad ogni modo questi episodi si possono manifestare anche durante una conversazione, mentre si è alla guida dell’auto o in generale durante qualsiasi tipo di attività. La narcolessia comporta inoltre altri disturbi e sintomi:

  • debolezza muscolare
  • cataplessia (perdita del controllo dei muscoli)
  • disturbi del sonno
  • allucinazioni
  • paralisi nel sonno

Per poter capire a cosa è dovuta la narcolessia è importante capire alcune fasi del sonno. Una persona tendenzialmente sana quando dorme passa dalla fase così detta non REM, e dopo circa 90 minuti di sonno passa alla fase REM (rapid eye movement), ovvero quella fase dedita ai sogni. Un soggetto narcolettico tende ad entrare nella fase REM troppo velocemente finendo per svegliarsi di colpo durante questo ciclo di sonno, il che comporta dei sogni molto vividi mentre si sta addormentando o mentre si sta svegliando. Chi soffre di narcolessia ha tendezialmente una carenza di ipocretina, una sostanza chimica che risiede nel cervello e che stimola la veglia, quali siano le cause di questa carenza però ad oggi ancora non è chiaro. Tendenzialmente la malattia colpisce entrambi i sessi e si presenta nell’età dell’adolescenza o nei giovani adulti, più raramente si presenta in età adulta o nell’infanzia e comunque mai nei bambini al di sotto dei cinque anni. La carenza di ipocretina pare sia dovuta maggiormente ad alcuni fattori:

Inoltre pare che il contatto con alcune tossine favorisca la narcolessia, tra le quali troviamo diserbanti e pesticidi, il fumo passivo e i metalli pesanti. Il sintomo più importante da tenere sotto controllo è la sonnolenza diurna, che si presenta come già detto più volte nell’arco della giornata e dura circa mezz’ora ad ogni manifestazione, questa si presenta soprattutto in una fase di forte emotività e comporta altre conseguenze come la depressione, stanchezza cronica e sposatezza, difficoltà di concentrazione, scarsa lucidità mentale. Oltre agli episodi di sonno improvviso, la cataplessia è un’altra fonte di forte disagio nel paziente narcolettico poiché oltre a far perdere il controllo muscolare può causare una caduta, ma il paziente è tendenzialmente cosciente. Tra le altre complicazioni dovute a questa malattia ricordiamo che nella fase di sonnolenza prima che il soggetto si addormenti di colpo, potrebbe capitare che mentre sta mangiando è già entrato in questa fase ma continua in modo automatico e incosapevole a svolgere l’attività per qualche secondo o minuto. Nei rari casi in cui a soffrire di narcolessia è un bambino, spesso questo disturbo viene scambiato all’opposto per iperattività poiché il bambino tende ad effettuare le sue attività in modo veloce, tuttavia questo comportamento è dovuto ad una mancanza di concentrazione e non al fatto che il bambino sia iperattivo.

Consigli utili: Purtroppo la narcolessia è una condizione incurabile, tuttavia ad oggi esistono alcune terapie in grado di contrastare i sintomi, inoltre anche uno stile di vita più sano è un importante rimedio contro la sintomatologia. Se avete il sospesso di soffrire di questa malattia è bene consultare il medico. Il trattamento farmacologico varia da paziente a paziente a seconda soprattutto della gravità della narcolessia, solitamente il medico prescrive farmaci stimolanti che favoriscono la concentrazione e alleviano la sensazione di sonnolenza quotidiana, al contrario per stimolare un sonno notturno regolare potrebbe prescrivere dei sonniferi, antidepressivi in casi di cataplessia, paralisi nel sonno e allucinazioni, farmaci che compensano la carenza di ipocretina. E’ possibile che il medico vi consigli di non assumere farmaci antistaminici poiché causano sonnolenza e riducono l’azione dell’istamina. Si consiglia inoltre di rilassarsi prima di addormentarsi, leggendo o praticando attività rilassanti in generale, andare a dormire ad orari regolari cercando di mantenere un equilibrio costante, evitare distrazioni come televisione, computer o altro prima di dormire poiché influiscono negativamente sul sonno. Evitare il consumo di bevande alcoliche, bevande contenenti caffeina e cioccolato prima di coricarsi, evitare di fumare, si consiglia un pasto leggero prima di andare a dormire. Alcune attività possono risultare pericolose come ad esempio guidare o praticare sport o lavori molto impegnativi, quindi, sempre dopo aver chiesto consiglio al medico, prima di dedicarsi a questo tipo di impegni è consigliabile fare un sonnellino, fare delle pause frequenti durante il lavoro, fare delle soste durante la guida e possibilmente farsi accompagnare da qualcuno durante i viaggi lunghi in modo tale che possa tenervi svegli e concentrati. Le donne incinte o che intendono avere dei bambini devono consultare il proprio medico in caso di assunzione di farmaci che contrastano la narcolessia poiché potrebbero interferire negativamente con la gravidanza.

Consulta anche: Narcolessia – Wikipedia