Acne comedonica e cistica: differenze e cure

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Queste due malattie della pelle sono strettamente collegate tra loro, come spesso accade se non attentamente curata l’acne comedonica peggiorando porta all’acne cistica.

La forma più comune dell’acne che di solito si manifesta in forma più lieve rispetto alle altre, è l’Acne comedonica. Come si intende dal nome, l’acne comedonica deriva dai cosiddetti comedoni, comunemente chiamati punti neri. Il canale pilifero dilatandosi viene ostruito dall’eccesso di sebo, grasso, melanina, cheratina e quindi batteri Propionibacterium acnes, principali responsabili della patologia acneica. Tale ostruzione porta alla formazione del comedone.

L’acne comedonica se trascurata può portare a un’infiammazione del canale pilifero ostruito e quindi alla successiva comparsa di cisti (brufoli) caratterizzati dalla presenza di pus sottocutaneo, attraverso un’eccessiva attivazione delle ghiandole sebacee per stimolo neuroendocrino; in questo caso non parleremo più di acne comedonica ma cistica.

Il picco dello sviluppo di acne si ha di solito durante il periodo della pubertà anche se cause particolari come stress o forti sbalzi emotivi possono portare alla formazione di comedoni  in età post evolutiva. Normalmente questa patologia è più evidente su viso, spalle e decolleté.

La pulizia quotidiana del viso è fondamentale per tenere sotto controllo l’acne comedonica, soprattutto per ciò che riguarda la detersione utile a rimuove tutto ciò che può depositarsi sul volto durante la giornata e per ridurre l’eccesso di sebo, che altrimenti andrebbe ad aumentare l’ostruzione dei follicoli, quindi la formazione di punti neri. Struccarsi prima di dormire è una pratica fondamentale che non va mai trascurata.

La cura dell’acne comedonica e cistica varia di solito da persona a persona in base alla gravità della malattia. Quando la malattia si presenta in maniera più grave, i trattamenti sono più invasivi.

acne-rimediNei casi più lievi può essere sufficiente una profonda detersione giornaliera supportata dall’uso di creme o gel specifici, applicati prima di coricarsi, esfolianti per il rinnovo cellulare e sebo regolatrici. È importante affiancare a questi prodotti delle creme idratanti giornaliere adatte a riportare la giusta idratazione del derma. Questo passaggio è fondamentale, una pelle che viene eccessivamente sgrassata e disidratata ha come effetto contrario una maggior formazione di sebo da parte delle ghiandole sebacee.

Nelle forme moderate, l’utilizzo di creme a base di acido retinoico, favorisce la desquamazione dei cheratinociti e il ricambio cellulare; ovviamente sempre affiancate da detersione per rimuovere la desquamazione e creme altamente idratanti per alleviare la secchezza portata dal retinoico. Al trattamento a livello cutaneo viene affiancata una cura antibiotica per ridurre il fattore infiammatorio.

Infine per ciò che riguarda le forme più gravi di acne comedonica che sfocia in acne cistica, quando pure i cicli di antibiotici non hanno portato risultati evidenti; il trattamento più efficace è tramite l’assunzione per via orale di isotretinoina, un derivato della vitamina A, meglio conosciuta come vitamina A sintetica. L’isotretinoina agisce riducendo le dimensioni delle ghiandole sebacee con conseguente diminuzione della produzione di sebo.

Questa particolare cura è prevede un alto monitoraggio del paziente, prima durante e dopo il trattamento, per evitare l’incombenza di possibili rischi.

Per le donne il protocollo obbliga l’uso di un contraccettivo poichè essendo l’isotretinoia un teratogeno, l’incombere di una gravidanza può determinare gravi malformazioni nel feto e persino l’aborto. Durante la prima settimana di somministrazione potrebbe presentarsi un peggioramento dell’acne, per evitare uno sconforto nel paziente, si impiega l’uso di medicinali cortisonici. Durante tutto il trattamento, per evitare la forte secchezza della pelle e delle mucose, è consigliato l’uso di forti idratanti a livello cutaneo, di balsami per le labbra e lacrime artificiali per gli occhi. La durata della cura varia di solito dai 3 ai 6 mesi, cicli più lunghi sono sconsigliati. La somministrazione durante i mesi estivi è inoltre da evitare per il fatto che durante la cura l’eccessiva esposizione al sole (raggi UV) favorirebbe l’insorgenza di reazioni fototossiche.

Al termine della terapia se i comedoni o le cisti hanno lasciato la presenza di macchie rosse e cicatrici di vario spessore, si può ricorrere a un trattamento peeling con acido glicolico, salicilico o mandelico in base alla tolleranza del paziente. Per cicatrici o macchie particolarmente evidenti l’impiego del laser può portare ad ottimi risultati. Anche per queste cure mirate è necessario evitare l’esposizione diretta ai raggi solari.

Consulta anche: Acne cistica e Comedone – Wikipedia