Morbo di Parkinson: Definizione.

By  |  0 Comments

Morbo di ParkinsonDefinizione di Morbo di Parkinson.

Il Morbo di Parkinson è una malattia che coinvolge il sistema nervoso ed è caratterizzata da rigidità muscolare, tremore, difficoltà e lentezza nei movimenti.

 Il Morbo di Parkinson è conosciuta generalmente anche con il termine di parkisonismo. E’ una malattia nella quale i sintomi tendono a peggiorare in maniera graduale; i muscoli del viso si irrigidiscono, il paziente assume un’espressione vacua ed arcigna, anche camminare risulta impegnativo e difficile, talvolta il paziente tende a strascicare i piedi, busto e testa sono inclinati in avanti. Di solito il Morbo di Parkinson viene associato al tremore, tuttavia in moltissimi casi questo non si manifesta affatto, oppure compare con movimento ritmico del capo e le dita delle mani possono compiere gesti del tutto involontari, come se stessero arrotolando o sgretolando qualcosa. Talvolta il paziente può soffrire di allucinazioni o depressione.  Ad oggi le causa che scaturiscono il Morbo di Parkinson non sono ancora del tutto chiare, tuttavia si pensa che siano dovute ad una degenerazione di alcune strutture nervose e da un deficit di dopamina, una sostanza utile alla trasmissione di impulsi nervosi. Vediamo nel dettaglio i sintomi correlati a questa malattia:

  • Acinesia: Si tratta della difficoltà di eseguire automaticamente dei movimenti elementari complessi. L’esecuzione di movimenti ripetitivi è alterata in ampiezza, ritmo e velocità. In altre parole questo sintomo è caratterizzato da una difficoltà molto elevata nello svolgere movimenti semplici; toccarsi il viso, accavallare le gambe ed incrociare le braccia risultano movimenti difficilissimi. Anche l’azione delle braccia che seguono il passo risulta ridotta, l’espressività del viso come già accennato viene a mancare, la gesticolazione è assente, e anche la deglutizione è ridotta provocando accumuli di saliva all’interno del cavo orale.
  • Bradicinesia: Ovvero il sintomo più tipico nel Morbo di Parkinson, si tratta di una lentezza di movimento da quando inizia a quando viene concluso. Rispetto ad una condizione normale la velocità di esecuzione dei gesti è notevolmente diminuita. A lungo andare potrebbe presentarsi la perdita dell’automaticità dei movimenti.
  • Rigidità: La muscolatura risulta continuamente tesa, anche quando il paziente è in evidente stato di rilassamento. Tale condizione si manifesta solitamente in prossimità del tronco, dei muscoli flessori, degli arti, i muscoli facciali, della laringe e della lingua. La rigidità può causare nel paziente dolore.
  • Tremore: Quando presente si manifesta con un’oscillazione ritmica ed involontaria, regolare, di una parte del corpo. Tale sintomo può manifestarsi in maniera quasi impercettibile anche durante il sonno. In altri casi può essere presente soltanto nelle fasi di veglia e quando la zona coinvolta è a riposo, o addirittura essere sempre presente. Purtroppo, anche se inizialmente questo sintomo può essersi presentato ad una sola mano, con il tempo può estendersi all’altra mano, ed aumentare gradualmente.

Terapie e Consigli Utili: I rimedi al naturale che vogliamo consigliare nel caso in cui si sia affetti da Morbo di Parkinson sono lo Yoga, grazie al quale è possibile, attraverso un piano ben strutturato, migliorare e rallentare il processo di rigidità. E’ possibile dunque praticare le tecniche di rilassamento in posizione sdraiata, il più possibile adeguata, questi esercizi riducono anche le contrazioni della muscolatura. In alternativa è possibile ricorrere ad una consultazione di tipo psicoterapeutico molto utile nel caso in cui la malattia sia di tipo cronico, incurabile e progressiva. Dal momento che il Morbo di Parkinson è una malattia graduale, inizialmente potrebbe non essere riconoscibile, si consiglia per tanto di effettuare immediatamente una visita medica nel caso in cui i sintomi si manifestino anche in maniera lieve. La visita medica effettuata per tempo aiuta ad impostare una terapia il prima possibile la quale potrebbe prevedere farmaci a base di levodopa come sostitutivo della dopamina che viene a mancare nel cervello o che tende a ridursi. altri farmaci possono essere gli anticolinergici, che hanno il compito di ridurre tremore e rigidità muscolare. La bromocriptina che agisce sui recettori della dopamina nel cervello. Tuttavia un 20/30% dei paziente non riesce a rispondere alle terapie, in tal caso sarà necessario prestare attenzione ai pazienti affetti da Morbo di Parkinson poiché la loro indipendenza può ridursi notevolemente.

Consulta anche: Morbo di Parkinson-Wikipedia