Dolore: Definizione e Rimedi.

By  |  0 Comments

DoloreDefinizione di Dolore (fisico):

Con il termine dolore si intende uno tra i più fondamentali segnali di malessere o di presenza di una malattia non necessariamente visibile, nell’uomo.

Tale condizione scaturisce in modi differenti e per cause differenti, tra le quali alcune ipotesi possono essere malattia, traumi e disturbi emotivi-emozionali. Il dolore può però essere anche di natura benefica, infatti per esempio, se ci pungiamo una volta le dita con un ago, la volta successiva ci ricorderemo del dolore prodotto dalla puntura di quell’ago ed eviteremo che il fatto sgradevole si ripeta. Perciò si può dire che il dolore genera consapevolezza in tal senso. Nonostante che la percezione del dolore sia qualcosa di del tutto reale, talvolta le persone hanno difficoltà a descriverlo o a localizzarlo esattamente. Il dolore può essere di tipo pulsante è in questo caso potrebbe indicare un’infiammazione  ed eventuale gonfiore localizzati come per esempio nel caso di acne o ascesso dentale. Nel caso di stiramenti o rigonfiamenti all’intestino il dolore può essere di natura intermittente. In presenza di angina pectoris il dolore è invece acuto e persistente. Se lo stiramento avviene a livello muscolare invece, il dolore è di tipo acuto e continuo. Sebbene a volte sia difficile descrivere con esattezza il dolore, è necessario sforzarsi di riconoscerlo il più possibile, infatti una buona definizione del dolore può definire la presenza di malattie o eventuali altri rischi; avvertire un dolore lungo il braccio e la mano sinistri può comportare l’imminente comparsa di un disturbo cardiaco come l’infarto, oppure un ascesso posto al di sotto del diaframma può provocare dolore alla spalla. Questo significa anche che il dolore avvertito in una zona non corrisponde necessariamente ad una problematica legata a quella zona ma riflette una problematica localizzata in altri punti.

Soglia del dolore: Con soglia del dolore si intende il punto in cui durante una stimolazione si inizia ad avvertire il dolore. D alcuni test si evince che tale soglia è uguale in tutte le persone in condizioni fisiche sane e normali. Al contrario invece si ritiene che la tolleranza, ovvero il livello di sopportazione massimo del dolore, in cui esso diviene sgradevole, è differente in tutti gli individui. I fattori che condizionano la soglia del dolore tuttavia sono moltissimi e tutti differenti, ad esempio le condizioni climatiche estreme, la presenza o meno di patologie, l’aver fame, la variazioni di temperatura, tutti fattori che comunque contribuiscono a rendere il dolore più o meno sopportabile. Le persone che soffrono di artrite ad esempio nelle stagioni di primavera ed autunno, a causa delle maggiori variazioni delle temperature ambientali, avvertono il dolore in modo più intenso. Vi sono inoltre condizioni emotive che contribuiscono a modificare la percezione del dolore negativamente:

Vi sono invece altri fattori di natura psicologica che influenzano la percezione del dolore in maniera positiva:

  • spesso capita che credendo fortemente che un dolore si risolva da solo, questo accade
  • questo tipo di condizione si può verificare anche nell’affidarsi al medico, alla terapia specifica ecc.
  • lil concentrarsi su qualcosa
  • gioia
  • in generale ogni emozione positiva

Ogni medico ad ogni modo è d’accordo sulla teoria che il dolore funzioni come campanello d’allarme in presenza di una qualche problematica, che sia essa di natura fisica o psichica, come ad esempio l’ipocondria o una malattia psicosomatica, per tanto un medico in tali circostanze potrà cercare di indagarne la causa trattandola con le dovute terapie e soluzioni. Se si soffre abitualmente di una qualche tipo di dolore, indipendentemente dalla sua natura, esso non deve essere trascurato poiché potrebbe essere il sintomo di un disturbo grave o complesso.

Rimedi e consigli utili:  Il nostro organismo per contrastare il dolore, produce le endorfine e le encefaline, sostanze proteiche solitamente presenti nel cervello che hanno effetti simili a quelli degli oppiacei, l’organismo li sintetizza partendo dagli aminoacidi presenti nelle proteine contenute negli alimenti assunti tramite la dieta. Sostanze come la dopamina, l’adrenalina, permettono una percezione minore del dolore e vengono rilasciate dalle ghiandole surrenali, solitamente in fase di stress o di esercizio fisico. Queste sostanze sono in grado di alleviare anche i dolori cronici. L’organismo da solo non è in grado di sintetizzare l’amminoacido della fenilalanina o DLPA capace di produrre la dopamina, è necessario dunque assumere il DLPA attraverso la dieta e quindi specifici alimenti come: latticini, avocado, semi di sesamo e di zucca, aringhe, fagioli, banane, noccioline e mandorle. Inoltre è possibile acquistare il DLPA in farmacia come integratore vitaminico. Prima di assumerlo in gravidanza o in caso di ipertensione, è bene confrontarsi con il proprio medico. E’ assolutamente sconsigliato assumere il DLPA se si soffre di emicrania  o nel caso in cui si stiano seguendo terapia per la depressione. E’ possibile fare infusi a base di erbe come regina dei prati, corteccia di salice, ribes nero,  e igname selvatico. Ovviamente è possibile alleviare il dolore grazie all’assunzione di farmaci analgesici ed anestetici, per i dolori lievi sono utili farmaci come i silicilati, paracetamolo capace di ridurre le infiammazioni, è sconsigliabile farne un’uso eccessivo poiché provocherebbe problemi al fegato.  Esistono inoltre farmaci narcotici capaci di indurre il sonno e prescritti solo in caso di dolori acuti o cronici molto forti. Ogni farmaco ha i suoi effetti collaterali, se si avvertono disturbi differenti da quelli trattati, è indispensabile contattare il proprio medico.Oltre alle terapie, in caso di dolore possono essere utili:

  • psicoterapia
  • osteopatia
  • training autogeno
  • yoga
  • biofeedback
  • omeopatia
  • rilassamento
  • respirazione
  • massaggi

Consulta anche: Dolore-Wikipedia