Medicina Popolare: Definizione

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Medicina Popolare IIDefinizione di Medicina Popolare:

Per Medicina Popolare si intende un particolare stile di vita che produce benessere.

Medicina Popolare: Come è ben noto, fin dall’antichità, erbe e piante vengono usate non soltanto nell’alimentazione ma come possibili terapie. Le persone che vivevano in tempi ormai a noi lontani, devono aver intuito, a seguito di varie osservazioni, quali fossero i tipi di piante adatte a curare specifiche malattie. Gran parte di questa consapevolezza è giunta fino a noi, giungendo ad operare sia nella medicina naturale che in quella tradizionale e sempre facendo appunto riferimento alla medicina popolare. Gli animali molto spesso si curano da soli cercando particolari tipi di erbe utili ai loro bisogni; ad esempio, il cane così come il gatto, in condizioni di disturbi allo stomaco, sono soliti ricercare un particolare tipo di erba che stimola il vomito permettendo alle sensazioni sgradevoli di svanire. Per lo stesso motivo, i cavalli mangiano la corteccia di uno specifico albero, e le pecore si nutrono delle foglie dell’edera. Prima che l’assistenza medica divenisse pubblica, le terapie per eventuali malattie erano un lusso che non tutte le persone potevano permettersi, per questo motivo le persone erano abituate a curarsi con l’aiuto delle erbe e fare affidamento sulla medicina popolare. Oggi vi è la tendenza a pensare a molti tipi di erbe derivanti dalla medicina popolare siano come qualcosa che è ormai inaffidabile, e per questo si preferisce passare direttamente a terapie mediche tradizionali alla medicina popolare. In realtà le erbe derivanti dalla medicina popolare sono tutt’ora utilissime nella cura di molti tipi di patologie o malattie per tanto è consigliabile comunque sperimentare le tecniche che si aggirano intorno alla medicina popolare.

  • Artrite: E’ consigliabile assumere olio di fegato di merluzzo per contrastare l’artrite. E’ inoltre possibile apporre foglie di cavolo fresco sulle zone da trattare. Si può preparare una pomata a base di grasso di bue e grappa utile nel massaggiare le zone doloranti.
  • Anemia: Nei tempi antichi, in primavera era solito raccogliere punte di ortiche fresche, bollirle nell’acqua, per poi conservare il liquido che andava bevuto tutti i giorni in piccole dosi. Altrimenti venivano colti i germogli di ortica, cotti al vapore e mangiati, oppure si mescolati con uova e succo di limone li si usavano per cuocere un tortino. Un’altra alternativa era la mela chiodata; ovvero si era soliti inserire dei chiodi di ferro in una mela, lasciarla in posa per 24 ore fino a che i chiodi non si arrugginivano, e in seguito, una volta rimossi i chiodi ed eventualmente inseriti nella mela del giorno dopo, la si mangiava.
  • Acne: Questa forma di eruzione cutanea veniva trattata secondo la medicina popolare con un liquido ottenuto dalla cottura nel latte di  farina d’avena, che veniva filtrato. Tale liquido veniva poi applicato nella zona da trattare. In alternativa si era soliti bere infusi di ortiche giovani, perché si riteneva che avessero l’effetto di purificare la pelle. Acqua di rose e succo di cetriolo venivano utilizzati come lozione per la pelle.
  • Ascessi: Per favorire una rapida maturazione dell’ascesso venivano preparati impacchi a base di di pane, foglie di cavolo o malva, che venivano cotti e successivamente applicati sulla zona interessata caldi.
  • Cistite: Usare come calmante 30 g di gramigna in 600 ml di acqua.
  • Crampi: Una credenza popolare sosteneva che era buon uso contro i crampi notturni tenere un tappo di sughero nel letto.
  • Diarrea: Alimentarsi con mele e patate in caso di diarrea è un ottima soluzione. Anche l’acqua di riso può essere un buon rimedio; far bollire per mezz’ora, circa 40 g di riso in un litro di acqua precedentemente salata, scolare il riso e bere l’acqua ottenuta più volte al giorno.
  • Emorragia NasaleSi era soliti calmare l’epistassi provocando nel paziente un piccolo sussulto, magari picchiettandogli la fronte con un panno freddo o facendogli scivolare sulla schiena un oggetto molto freddo. Questi metodi probabilmente funzionavano perché provocavano una contrazione dei vasi sanguigni rallentando il flusso di sangue. In alternativa venivano utilizzate piante come nocciolo o millefoglie.
  • Ferite o lesioni: In caso di emoragia, si usava applicare sulla ferita ritagli di vescia, un fungo bianco e tondo diffuso nelle zone collinari e montane, in alternativa è possibile applicare del ghiaccio sulla ferita.
  • Febbre: Si utilizzava il succo delle foglie del salice per dimuire la temperatura in caso di febbre. Queste foglie contengono l’acido salicilico, presente al giorno d’oggi nell’aspirina. Anche un impacco di ghiaccio o un panno fresco applicato sulla fronte era utile a far scendere la febbre, ed evitava l’insorgere di convulsioni.
  • Influenza: Per allevviare i sintomi influenzali, brodo di cipolle e  vino di bacche di sambuco, venivano considerati ottimi rimedi. E’ possibile inoltre preparare un infuso di vino con fiori di sambuco che aiuta la sudorazione.
  • Insonnia: E’ consigliabile, anche al giorno d’oggi, assumere un cucchiaio di miele per favorire il sonno. Altrimenti è possibile assumere un infuso di acqua in cui vi sono state cotte dentro lattuga e melissa. Altrimenti un semplice bicchiere di latte caldo aiuta nel rilassamento.
  • Irritazione Oculare: Si utilizzava una miscela di latte e tè freddo, infusi di veronica, camomilla e fiore di eufrasia.
  • Irritazione da Ortiche: Si usava strofinare foglie di acetosa sulla zona irritata.
  • Mal di Gola: Veniva solitamente assunto un cucchiaio di marmellata di ribes nero che veniva diluito in poca acqua, in alternativa si utilizzava una miscela di miele e succo di limone fresco. Si consigliava inoltre di fare gargarismi con infusi a base di salvia. Si era soliti bere anche latte e cognac alla sera.
  • Mal di Denti: Venivano posti direttamente sul dente chiodi di garofano, oppure si bagnava la carta grezza con l’aceto, la si ricopriva poi con la senape e il pepe e la si legava introno al viso.
  • Mal di Schiena: La parte dolente veniva ricoperta con un pezzo di flanella pesante, sul quale veniva poi passato un ferro d’astiro tiepido. in caso di mal di schiena dovuto da un disturbo renale, si assumeva una tisana a base di bacche di ginepro. In caso di colpo di strega si consigliava l’applicazione di albume d’uomo d’uovo montato a neve o di una frittata calda.
  • Mal di Testa: Si utilizzava un preparato a base di foglie di rabarbaro o con un estratto dal partenio. In alternativa era possibile applicare sulle tempie foglie di verza o cavolo.
  • Mal d’Orecchie: Venivano applicate sulle orecchie pezzi di cipolla bollita ancora calda, avvolti in un pezzo di mussola.
  • Pertosse: Era usanza bizzarra, appendere al collo delle persone un pesce, o farlo camminare in un campo di fagioli in fiore. Ma molto più efficace era invece la preparazione di un decotto  d’aglio (50 g) e di timo (15 g). somministrarli con un cucchiaino o cucchiaio da minestra, per 3 volte al giorno.
  • Punture d’insetti: In caso di punture di api o vespe si era soliti applicare sulla zona da trattare fette di patate o aceto. Si era soliti pensare che tabacco inumidito o masticato potesse alleviare il dolore e il gonfiore provocati dalla puntura, altrettanto utili erano le foglie di  piantagine e ditagete, così come erba limoncina, olio d’oliva e basilico.
  • Raffreddore: Da sempre le cipolle sono considerate un ottima soluzione in caso di raffreddore. Venivano spesso somministrate dopo essere state cotte nel latte. In alternativa venivano fatti infusi di menta piperita o marrobio. nei bambini preparati impacchi a base di grasso animale. Per gli adulti va bene anche l’assunzione di latte, miele e cognac.
  • Reumatismi: Antiche credenze della medicina popolare portarono l’abitudine nelle zone di campagna di portare una cipolla o una patata in tasca in caso di reumatismi. In alternativa era di uso più comune assumere infusi preparati con foglie di ortica fresca che dovevano essere colte in primavera.
  • Ustioni:  L’unica soluzione possibile è quella di applicare sulla parte lesa ghiaccio o acqua fredda. E’ assolutamente da evitare l’applicazioni di oli di qualunque tipo o di alcol.
  • Distorisione -Slogatura: Per distorsioni lievi venivano utilizzate foglie di cavolo tritate, in caso di distorsioni più importanti esse venivasno trattate con il cataplasma di consolida maggiore, che aiuta nella guarigione alleviando il dolore.
  • Stitichezza: Si usava somministrare abbondati dosi di melassa e zolfo ai bambini per prevenire la stitichezza, in alternativa veniva assunto il rabarbaro.
  • Tosse: Era abitudine nella medicina popolare in caso di tosse, tagliare una rapa a fette, ricoprirla di zucchero di canna, e, lasciata in posa tutta la notte produceva uno sciroppo denso con proprietà calmanti. In alternativa si assumeva la polenta di mais e semi di lino.
  • Verruche: In questo caso si era soliti applicare succo di dente di leone (che è un tipo di insalata), aglio e celidonia sulla verruca. 

Questi rimedi naturali derivanti dalla medicina popolare in alternativa alla medicina tradizionale o comunque integrati ad essa, benché alcuni ingredienti si siano rivelati nocivi, non sono in genere classificati come tossici. Prima di effettuare rimedi con la medicina popolare si consiglia comunque di consultare il medico.

Consulta anche: Medicina Tradizionale: Wikipedia