Dolore alla spalla: infiammazione Spalla.

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Il dolore alla spalla è un disturbo che denuncia spesso l’infiammazione della muscolatura della stessa.

Nella fattispecie, l’indolenzimento della cuffia dei rotatori, limita fortemente la nostra capacità motoria, solitamente stimolata dal movimento dell’arto superiore.

È possibile che la mobilità inizi a diminuire presto, già intorno ai quarant’anni si presentano microcalcificazioni e calo dell’elasticità dei tendini. In questa fase il disturbo può essere circoscritto e grazie a terapie ambulatoriali, che escludano, salvo gravi complicazioni, l’intervento chirurgico.

Se il dolore alla spalla persiste, siamo davanti ad una cronicizzazione del problema che prevede il graduale deterioramento dei muscoli, per via dei tanti movimenti a cui lo sottoponiamo. Con il tempo o a causa di contusioni improvvise, si può arrivare al completo danneggiamento della cuffia, che provoca una riduzione dell’attività della spalla.

 La risoluzione di questo di disturbo può avvenire secondo differenti modalità:

  • Terapia manuale: il trattamento manipolativo dovrebbe essere considerato prioritario dopo aver escluso problematiche che possano aggravarsi al ricorrere di questa tecnica.
  • Il ricorso alla chirurgia: nei pazienti più gravi; l’operazione, se consentita dalle condizioni fisiche del paziente, prevede l’eliminazione delle microcalcificazioni o delle lesioni tendinee. L’intervento non molto invasivo, può comunque presentare delle complicazioni pre e post-operatorie.
  • L’intervento artroscopico: l’artroscopio permette di individuare e risanare le lesioni presenti grazie a microcamere che permettono ai medici di intervenire in maniera sottocutanea, osservando la zona interessata da uno schermo e senza provocare tagli e ferite al paziente.
  • Il ricorso alla terapia di ambulatorio: il paziente viene messo a riposo e sottoposto alla somministrazione di farmaci o infiltrazioni. La riabilitazione attraverso l’attività fisica specifica diventa poi importante per riacquistare la normale mobilità della spalla e ripotenziare muscoli e tendini.

 Da ricordare che sia l’intervento chirurgico, che artroscopico prevedano nel post-operatorio la fase di terapia d’ambulatorio, per la piena guarigione dalla spalla.

La scelta tra i diversi interventi si basa sulla storia clinica del paziente e i risultati dei vari esami preliminari che sono:

. visita ortopedica, in base a test specifici il medico individua lo stato di salute dell’arto.

. raggi, individuano lesioni, piccole calcificazioni o deformazione delle articolazioni.

. ecografia, permette di valutare nel tempo i cambiamenti di assetto dell’articolazione.

. risonanza magnetica, definisce l’entità delle lesioni in maniera più precisa, si focalizza sulla struttura ossea e la cuffia, esame fondamentale per decidere se intervenire chirurgicamente o meno.

Sottoporsi all’intervento chirurgico non ripristina la totale mobilità della cuffia, anche dopo l’operazione alcuni movimenti, soprattutto quelli di forza, rimangono impossibili per il paziente. Nei casi più gravi l’operazione prevede sin dal principio, risultati limitati.

Il post-operatorio è una fase dolorosa per tutti i casi di operazione, gravi e meno gravi, e a prescindere dal tipo di riabilitazione scelta.

La risoluzione delle lesioni della cuffia dei rotatori, in alcuni casi non è definitiva, a seconda della predisposizione del paziente, non si escludono a prescindere nuove lesione alla spalla.

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