INTESTINO INFIAMMATO.

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Intestino infiammatoTRATTAMENTO INTESTINO INFIAMMATO

In caso di malattie infiammatorie intestinali potrebbe essere d’aiuto portare avanti una dieta sana.

A seconda dei sintomi, il medico può consigliare la diminuzione di fibra o prodotti lattiero-caseari.

La colite ulcerosa rappresenta un’eccezione, in caso di colite ulcerosa infatti la dieta ha poca o nessuna influenza. Tuttavia può sempre influenzare i sintomi della patologia. In caso di malattia di Crohn invece una dieta liquida può ridurre in modo rapido l’infiammazione dell’intestino.
Anche imparare a gestire lo stress giornaliero è sicuramente utile, dal momento che influisce negativamente sui sintomi e li aggrava.
L’obiettivo del trattamento medico è quello di spegnere la risposta infiammatoria per far guarire il tessuto dell’intestino e alleviare i sintomi della diarrea e del dolore addominale. Una volta posti sotto controllo i sintomi, le cure mediche vengono utilizzate per ridurre la frequenza della riacutizzazioni e per mantenere la remissione della condizione. In caso di malattia infiammatoria intestinale, l’uso dei farmaci deve essere adottato in modo graduale: aminosalicilati e agenti sintomatici, corticosteroidi e infine agenti modificanti. L’uso di farmaci sperimentali è consigliato solo dopo il fallimento degli altri proposti e deve essere prescritto solo da coloro che hanno familiarità con l’uso di tali farmaci.
Per quanto riguarda la soluzione chirurgica, questo dipende molto dal tipo di malattia infiammatoria intestinale di cui si soffre. La colite ulcerosa è una malattia curabile chirurgicamente in quanto è limitata al colon, ma non è altrettanto vero nel caso si soffra di malattia di Crohn. La colite ulcerosa è curabile totalmente con l’operazione chirurgica attraverso la rimozione del colon, mentre la malattia di Crohn è recidiva e può ripresentarsi anche dopo l’intervento.
In caso di colite ulcerosa la scelta dell’operazione chirurgica dipende da numerosi fattori: l’estensione della malattia, l’età della persona e la sua salute generale. La prima opzione comporta la rimozione di tutto il colon e il retto attraverso la creazione di un’apertura sull’addome per mezzo di cui le feci vengono svuotate in un sacchetto. L’altra opzione, usata più comunemente, è un operazione chirurgica molto impegnativa e multistadio: il chirurgo rimuove il colon, crea una tasca interna ileale dall’intestino, la collega al muscolo sfintere anale e crea una ileostomia temporanea. Dopo che l’anastomosi ileo-anale è guarita, l’ileostomia viene chiusa e viene ristabilito il passaggio delle feci attraverso l’ano.
Anche se l’intervento chirurgico ha ben poco senso in caso di malattia di Crohn, il 75% delle persone richiedono un’operazione chirurgica nel corso del tempo, soprattutto per mettere fine alle complicazioni della patologia. L’intervento più semplice in questi casi è la resezione segmentale in cui viene rimosso un segmento di intestino affetto da malattia in fase attiva o stenosi e la porzione dell’intestino rimanente viene ricongiunta unendo le due estremità. In soggetti che soffrono di stenosi breve, invece di rimuovere una parte dell’intestino, si preferisce una riparazione dell’intestino stesso.

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Consulta anche: Intestino-Wikipedia