PROSTATA: LE INFEZIONI.

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Autore:  Dottor Andrea Militello, medico-Specialista in Urologia

La Prostatite

Lo scopo dell’articolo qui di seguito è quello di fornire alcune informazioni sulla Prostatite, ossia l’infiammazione della prostata, e le infezioni della prostata.

Offrire alcuni consigli per un migliore approccio alla cura della patologia oltre che per evitare i danni delle funzioni genitourinarie che potrebbero derivarne se non dovesse venir trattata in tempo o in modo poco efficace. Il contenuto dell’articolo è il completamento della visita dello specialista urologo, che rimane comunque il momento fondamentale e indispensabile per la diagnosi e la scelta della terapia. Le informazioni qui riportate possono servire a richiamare alla memoria le spiegazioni e le raccomandazioni dello specialista.

La prostata: la sua collocazione e i suoi collegamenti

La prostata è una ghiandola dell’apparato genitale maschile che ricorda, per dimensioni e forma, una piccola castagna. E’ situata alla base della vescica, anteriormente all’ultimo tratto dell’intestino retto, nel punto di incrocio tra le vie urinarie e le vie seminali. La prostata è infatti attraversata dall’uretra, l’ultima porzione delle vie urinarie, e dai dotti eiaculatori che costituiscono l’ultimo tratto delle vie seminali. A loro volta i dotti eiaculatori hanno origine dalla confluenza dei dotti deferenti, che provengono dai testicoli, e delle vescicole seminali, situate sulla faccia posteriore della prostata. l dotti eiaculatori sboccano nel tratto intraprostatico dell’uretra, a livello di una piccola prominenza della parete prostatica chiamata veru montanum. L’ultimo tratto, in comune, delle vie urinarie è costituito dall’uretra anteriore. Sebbene la presenza di questi sintomi possa creare il sospetto di una prostatite, la diagnosi deve comunque essere confermata dalla visita di uno specialista. Una delle tecniche utilizzate è la cosiddetta esplorazione rettale, eseguita con un guanto ben lubrificato, durante la quale il medico palpa la prostata per valutarne le effettive dimensioni, la forma e la consistenza. In caso di prostatite acuta, la prostata si presenta di dimensioni regolari e con consistenza variabile, in specifico molliccia, normale o lievemente indurita. La palpazione può comportare la fuoriuscita di alcune gocce di secrezione biancastra o giallastra dal meato urinario. Anche i sintomi più vaghi possono essere ugualmente rivelatori: dolori testicolari ricorrenti, bruciori minzionali, incontinenza urinaria, microematuria persistente o I’emospermia, cioè la fuoriuscita di sperma misto a sangue. Quest’ultima in particolare viene spesso associata alla presenza di calcificazioni della prostata. In caso di prostatite acuta ogni ulteriore accertamento viene rinviato a un tempo successivo, previa risoluzione del quadro clinico acuto. La gravità dei sintomi coinvolti richiede infatti un trattamento tempestivo.
La diagnosi di prostatite cronica richiede invece un approfondimento diagnostico per consentire allo specialista di individuare il trattamento più adeguato. Generalmente vengono eseguiti esami microscopici e colturali della secrezione prostatica, del liquido seminale e delle urine per identificare la presenza di batteri e di altri microrganismi che potrebbero aver causato l’infezione.
Una volta identificato ciascun tipo di germe, l’esecuzione dell’antibiogramma consente di scegliere l’antibiotico più efficace. La diagnosi può essere completata con I’esecuzione di un esame ecografico transrettale dell’apparato urinario e della prostata. Lo scopo è quello di valutare un’eventuale presenza di ulteriori patologie che o possono comportare disturbi simili a quelli della prostatite oppure possono favorire l’insorgenza dell’infezione prostatica.
È necessario ricordare che la raccolta delle urine, della secrezione prostatica e del liquido seminale deve essere fatta usando gli appositi recipienti sterili.
La prostata è costituita da un gran numero di piccole ghiandole, separate da sottili fibre muscolari. Per la sua posizione e per le funzioni che svolge, la prostata partecipa a due importanti funzioni dell’apparato genitourinario maschile: 1) L’eiaculazione e 2) La minzione.
Durante I’eiaculazione il secreto delle ghiandole prostatiche viene emesso nell’uretra, dove si miscela con il liquido seminale proveniente dai dotti deferenti e dalle vescicole prima di essere espulso all’esterno. L’aumento volumetrico della ghiandola prostatica può causare una deformazione o una compressione del tratto prostatico dell’uretra, creando un ostacolo per l’emissione di urina durante la minzione.

L’INFEZIONE DELLA PROSTATA : LE PROSTATITI

Come altri e differenti organi del nostro corpo, anche la ghiandola prostatica viene colpita da infezioni.
Le prostatiti, ossia le infiammazioni della prostata, sono molto rare nei bambini e negli adolescenti, mentre sono relativamente frequenti nei soggetti giovani e adulti. Nelle persone anziane sono spesso associate a ipertrofia prostatica.

INFEZIONE DELLA PROSTATA: LE CAUSE DELLA PATOLOGIA

Tra le diverse cause di infezione prostatica troviamo:
• Il contagio sessuale. Dopo un rapporto sessuale i microrganismi infetti possono risalire l’uretra, penetrare negli sbocchi delle ghiandole prostatiche e infine raggiungere la prostata. Questo caso è frequentemente associato a un’infezione dell’uretra o uretroprostatite.
• Il reflusso di urina. In altri casi la prostatite può essere causata da reflusso di urina infetta negli sbocchi delle ghiandole prostatiche a causa di concomitanti alterazioni patologiche dell’uretra o della prostata.
• La diffusione dal retto. L’infezione può raggiungere la prostata per diffusione diretta o linfatica dall’ultimo tratto dell’intestino, detto retto, che si trova proprio in posizione adiacente alla prostata. Questa modalità di trasmissione dell’infezione prevede come sintomi la stitichezza ostinata o infezioni.
• La via ematica. Più raramente l’infezione può propagarsi direttamente nella prostata a partire dal circolo sanguigno, come conseguenza di un infezione acuta in un’altra sede corporea, per esempio infezioni respiratorie, ascessi dentari, e cosi via.
Le prostatiti possono essere causate da batteri o altri microrganismi oppure essere abatteriche. Le persone con malattie croniche, come il diabete o patologie debilitanti, sono più esposte alle infezioni prostatiche e a ogni altro tipo d’infezione.

LA PROSTATITE ABATTERICA O PROSTATOSI

In alcuni casi non è possibile dimostrare la presenza di batteri o di altri microrganismi infettivi. Si parla infatti di prostatite abatterica o prostatosi. Per questo tipo di patologia si può sospettare la presenza di un’infezione causata da una quantità molto bassa di microrganismi , quindi una bassa carica batterica, che ne rende difficoltosa la identificazione . In altri casi l’origine di questi disturbi può essere ricercata in cause non infettive che comportano una congestione acuta della prostata. Per esempio in caso di accumulo di secrezione e ristagno di sangue, prolungata astinenza sessuale o prolungata eccitazione sessuale senza sfogo, coito interrotto, ripetuti microtraumi nella regione pelvica, grave stitichezza o emorroidi.

SINTOMI DELLA PROSTATITE

I sintomi che possono essere percepiti in caso di prostatite sono:
Febbre elevata;
• Malessere generalizzato;
• Ritenzione acuta d’urina;
• Urine torbide;
Dolore perineale o lombare;
Dolore testicolare;
• Bruciore o dolore durante la minzione;
• Incontinenza urinaria.

TRATTAMENTO DELLA PROSTATITE

Il trattamento della prostatite acuta è basato sull’impiego tempestivo di antibiotici ad ampio spettro, cioè attivi su diverse specie batteriche.
Il trattamento deve avere una durata di almeno 10-14 giorni. Superata la fase acuta è consigliabile eseguire esami microscopici e colturali della secrezione prostatica, per utilizzarli come guida nella prosecuzione della terapia.
Lo specialista valuterà poi la necessità di proseguire la terapia antibiotica per altri 15-21 giorni. Nella cura della prostatite è indispensabile seguire con il massimo scrupolo la prescrizione del medico, sia nelle dosi sia nei tempi del trattamento, anche quando i disturbi della prostatite sembrano essere scomparsi.
Nei casi di prostatite acuta può essere necessaria la somministrazione di farmaci antinfiammatori, in modo da ridurre o eliminare il dolore.
Per implementare l’efficacia della cura, i medici consigliano: riposo assoluto, una dieta leggera e l’assunzione di elevate quantità di liquidi.
Il trattamento della prostatite cronica è più impegnativo. Per prima cosa si deve necessariamente identificare l’agente dell’infezione in modo da selezionare il farmaco più efficace. Si parla in termini medici di terapia mirata.
Come precedentemente, anche in caso di prostatite cronica è indispensabile seguire la prescrizione del medico con il massimo scrupolo. In genere, i trattamenti di breve durata, anche se ad elevato dosaggio, favoriscono le ricadute.
Nei casi in cui non è possibile identificare alcun agente infettivo, si cerca di ridurre i disturbi correlati e a rimuovere le possibili cause scatenanti l’infiammazione. Se i sintomi sono particolarmente acuti può essere consigliata l’assunzione di farmaci antinfiammatori. In alcuni casi può essere anche consigliato l’impiego di farmaci che favoriscono lo svuotamento della vescica. Anche fare bagni caldi può essere d’aiuto nella cura.
Il paziente deve inoltre seguire delle norme dietetiche, per ridurre l’irritazione dell’intestino ed evitare il ristagno delle feci. E’ indispensabile evitare o ridurre drasticamente il consumo di cibi piccanti, quegli alimenti cioè che contenengono pepe, peperoncino e spezie varie, di cioccolata e di caffè. Anche l’assunzione di alcolici, vino e birra compresi, deve essere limitata o meglio eliminata completamente.
La funzione dell’intestino deve essere regolare e le feci devono essere evacuate tutti i giorni. In caso di stitichezza si può ricorrere a un’abbondante assunzione di liquidi e alimenti ricchi in fibre vegetali come pane integrale, pane di segale, verdure cotte a foglia larga, spinaci, frutta cotta oppure all’impiego di lassativi cosiddetti di “massa” a base di agar, crusca o altre fibre vegetali. Nei casi di stitichezza più ostinata è consigliabile l’assunzione di sostanze ad azione lubrificante, come olio di oliva, o di supposte di glicerina.
È necessario chiamare urgentemente il medico se si verificano emorroidi infiammate, prolassate o sanguinanti.
È comunque e sempre consigliabile un’accurata igiene locale dopo ogni defecazione e l’impiego di pomate ad azione analgesica ed antiedemigena.
Questi provvedimenti possono essere completati con l’adozione di uno stile di vita regolare. Le norme più importanti da rispettare sono due:
• consumare pasti possibilmente caldi, ad orari regolari ed in condizioni di tranquillità;
• Passeggiare e praticare attività sportive rilassanti come il nuoto, la corsa moderata o ginnastica.
L’infezione prostatica può manifestarsi in modo improvviso e con disturbi gravi e insopportabili, in caso di prostatite acuta, oppure in modo più subdolo e con sintomi più lievi ma fastidiosi e persistenti nel tempo, in caso invece di prostatite cronica.
La prostatite acuta è inoltre caratterizzata dalla comparsa di febbre, talvolta molto elevata, preceduta da brividi e accompagnata da dolori muscolari e articolari. Altri sintomi che possono presentarsi sono: necessità di urinare con frequenza ma in piccole quantità sia durante il giorno che di notte, stimolo improvviso di minzione che può portare a incontinenza urinaria, bruciore e dolore durante la minzione. Le urine sono spesso torbide o purulente e il soggetto può percepire dolore nella parte perineale o lombare. In alcuni casi limite diventa impossibile urinare, nonostante i ripetuti tentativi, con conseguente ritenzione acuta d’urina.
La prostatite cronica invece presenta sintomi meno acuti: dolore o sensazione di pesantezza nella zona perineale, dolenza uretrale spontanea o successiva al rapporto sessuale. Più raramente si soffre disturbi durante la minzione come minzioni frequenti o notturne oppure dolori o bruciori nell’atto di urinare.

INFEZIONE PROSTATICA: EPIDIDIMITE

Le infezioni prostatiche possono talvolta propagarsi lungo le vie seminali fino a raggiungere I’epididimo, un piccolo organo immediatamente sopra il testicolo.
L’infezione dell’epididimo, definita appunto epididimite e differenziata tra epididimite monolaterale o bilaterale, può essere una fastidiosa complicanza, immediata o tardiva, della patologia della prostatite.
In caso di prostatite acuta, sarà acuta anche l’infezione dell’epididimo e l’individuo percepirà un violento dolore testicolare con febbre elevata e rapido ingrossamento dell’epididimo, che diventerà indistinguibile dal testicolo, fino a formare una massa dolentissima di dimensioni doppie o triple rispetto a quelle originarie del testicolo.
La prostatite cronica viene associata invece a una epididimite con sintomi meno sviluppati: dolore inguinale o testicolare con modesto sviluppo di volume dell’epididimo. Quest’ultimo si presenterà lievemente aumentato di consistenza e mediamente doloroso alla palpazione.
Talvolta la comparsa di sintomi dolorosi a inguine e al testicolo costituisce la prima e talvolta unica manifestazione della prostatite cronica.
È consigliato in certi casi evitare sport o altre attività che possono provocare traumi del perineo, come per esempio andare in bicicletta. Sarebbe meglio evitare lunghi periodi alla guida di autoveicoli o almeno fare brevi passeggiate per riattivare la circolazione della gambe e del bacino.
Anche svolgere un’attività sessuale regolare, senza eccessi o periodi prolungati di astinenza può aiutare a ridurre la probabilità o almeno i sintomi della prostatite.

Dr. Andrea Militello

Consulta anche: Prostata-Wikipedia